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“Dopo una lunga gestazione durata anni di dibattito forte e tutt’altro che facile nelle aule parlamentari, il ministero della salute ha deciso e le regioni hanno dato il loro OK al riparto di 100 mln per il contrasto al gioco d’azzardo negli anni 2018-2019”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti , UDC, che continua: “Si tratta di 50 milioni l’anno e dovrebbero garantire un po’ tutte le prestazioni di prevenzione e riabilitazione indispensabili per curare i soggetti coinvolti patologicamente dal fenomeno del gioco d’azzardo. Un fenomeno che vale la pena ricordare colpisce, in particolare, gli strati sociali e le persone piu’ deboli”. Per la parlamentare “potrebbe essere una buona notizia, ma in realta’ ha tutte le caratteristiche di un approccio demagogico, come molti degli atteggiamenti che caratterizzano il governo attuale. Non c’e’ dubbio che con il M5S nella precedente legislatura abbiamo condiviso molti aspetti di questa battaglia di contrasto al gioco, su cui sembrava che i precedenti governi fossero assai meno sensibili, soprattutto agli aspetti di cura e prevenzione. Ma oggi questa misura appare ampiamente insoddisfacente, soprattutto se si tiene conto di quanto il governo ricava dal Gioco”.

Prosegue Binetti : “E’ vero che non si tratta di cifre facili da conoscere esattamente e il MEF, attraverso l’Agenzia delle dogane e dei monopoli, offre dati ed informazioni piuttosto fluide. Ma il ministro Grillo sa bene che la cifra si avvicina molto da vicino a un valore di circa 10 miliardi: quasi un terzo della manovra attuale. E di questo patrimonio, raccolto facendo leva sulle fasce piu’ fragili della popolazione, solo 50 milioni vengono restituiti per curarli, suddividendoli rigorosamente tra le varie regioni, non secondo criteri epidemiologici specifici, ma, secondo una tabella che riflette le quote d’accesso al fondo sanitario nazionale.

Ovviamente allo stato rende molto di piu’ facilitare il processo patologico delle persone che non prevenire il loro disagio e la loro patologia conclamata. Cinquanta milioni di costi annui contro 10 miliardi di ricavi: troppo facile osservare quanto poco la salute sia al centro delle preoccupazioni del governo e quanto poco investa in azioni di prevenzione chiare”. Conclude la senatrice centrista: “La dipendenza dal gioco e’ ampiamente collegata ad un disagio sociale, che si mescola a disoccupazione, noia, mancanza di prospettive e la sua chiara richiederebbe coinvolgimento dei giovani in attivita’ interessanti, in un lavoro concreto, che li impegni a fare cose di valore, mettendosi loro stessi in gioco e non scivolando nella spirale del gioco per noia o per fantasie illusorie. La prevenzione dell’azzardopatia avrebbe richiesto investimenti ben piu’ sostanziosi, e non solo in area sanitaria, per un contrasto efficace ad una patologia indotta da una pubblicita’ sempre piu’ invasiva, anche in TV e certamente in tutti i bar, tabacchi, ecc. Ancora una volta questo governo ha fatto molto rumor per nulla!”

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