“Il sistema italiano dei giochi è sempre stato considerato un modello di riferimento da esportare negli altri paesi. Ma oggi, divieto di pubblicità, decreto fiscale e blocco dei pagamenti, aumento vertiginoso delle tasse e clima politico ostile rendono il sistema instabile con incidenza sulle prospettive di sviluppo regolatorio a livello globale”.

Così ha dichiarato l’avv. Daniela Agnello, esperta nel settore dei giochi, che prosegue: “L’Italia rischia di rimanere indietro rispetto all’espansione del settore. Il gioco rimane un argomento sensibile e complesso a causa dei problemi connaturati al movimento di denaro e ai connessi pericoli di infiltrazioni criminose, gioco compulsivo e tutela del consumatore.

Ma non tutto è grigio, illegale o irregolare. Occorre adesso un’armonizzazione a livello europeo, si deve far convivere la sovranità degli Stati membri con la Comunità.

Si evidenzia l’emergenza di un tavolo di confronto tra regolatore, operatori, esponenti politici ed esperti del settore per consentire all’Italia di percorrere la strada della cooperazione europea e del mutuo riconoscimento, di adeguarsi ai cambiamenti del mercato sempre più attento, esigente e competitivo e garantire non solo risorse all’Erario ma anche stabilità agli operatori del gioco, dignità e futuro alle migliaia di lavoratori del settore”.