Una nuova proroga delle concessioni per le scommesse, che saranno allungate fino a giugno 2024, è in arrivo. Una norma, volouta fortemente dal sottosegretario al Mef con delega ai giochi, Federico Freni, sarà inserita nel decreto sulle semplificazioni fiscali che sarà discusso la prossima settimana dal Consiglio dei Ministri. La situazione, però, resta difficile, con diversi comuni e regioni che continuano ad adottare regole stringenti sulla localizzazione delle sale da gioco il rischio è che gli imprenditori del settore vincano la gara, paghino le concessioni, ma non possano poi aprire alcuna attività.

“Molte regioni – spiega Geronimo Cardia (Acadi) al Messaggero – si sono rese conto che le loro norme avrebbero significato l’espulsione del gioco legale dal territorio e sono tornate sui loro passi”. Tra queste Campania e Puglia, mentre il Lazio, ad esempio, ha per ora deciso di andare dritto per la propria strada e il distanziometro, dopo lo slittamento di un anno, entrerà in vigore il prossimo 29 agosto e sarà applicato anche alle attuali concessioni. A Roma il 99,9% del territorio sarebbe inibito alle sale scommesse. “In pratica – aggiunge il presidente di Acadi – si potrebbero aprire solo a villa Pamphili”. In realtà l’intento del governo, tramite il sottosegretario Freni, è quello di riuscire a rimettere ordine nel settore attraverso una legge delega che metta d’accordo Stato centrale e governatori regionali. Un tentativo che va avanti da anni, ma fino ad oggi sempre fallito. Per il Tesoro, intanto, la proroga delle concessioni darà sollievo alle casse pubbliche, perchè farà incassare 7.500 euro per ogni sala scommesse “salvata” e 4.500 euro per ogni corner. Nei prossimi due anni arriveranno nelle casse pubbliche circa 120 milioni di euro.

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