“Per me non è ipocrisia, si tratta di malafede, superficialità e irresponsabilità. Quando si incontra un’associazione di categoria che vuole confrontarsi nel merito, che è in grado di argomentare con i numeri e se serve è anche disponibile a modificare la propria posizione, quando un’associazione rappresenta centinaia di migliaia di famiglie e milioni e milioni di gettito per le casse dello Stato, se questa si trova sbarrata la porta del dialogo comincio a pensare alla malafede. Solo chi non vuole vedere può continuare a far finta che questa sia lotta alla ludopatia”.

Lo ha detto in conferenza stampa alla Camera il deputato Carmelo Miceli (Pd).

“Così noi favoriamo l’online e il nero. Se vogliamo veramente come Stato affrontare la questione della ludopatia non possiamo non farlo in un’ottica complessiva che consideri il gioco in tutte le sue sfaccettature, distinguendo tra quello che è sano, quello che è normato, quello che può essere migliorato, quello che può essere controllato e quello che controllabile non è. Siamo davanti ad una campagna mediatica che non è onesta. Noi possiamo obbligarli a rispondere alla domanda sul perchè non vi incontrano, perchè non rispondono. Io credo sia fondamentale. Se possiamo servire oggi a qualcosa non ci limitiamo agli emendamenti che vedranno la porta sbarrata dai numeri della maggioranza ma quantomeno possiamo far mettere nero su bianco con delle interrogazioni a risposta scritta il perchè ci si rifiuti di affrontare un confronto con un settore che è così oggettivamente importante. Farete bene a protestare il 20, continuate a battere il ferro, perchè commenteremo insieme le risposte alle domande che porremo al Ministro competente. Si sono riempiti tanto la bocca di dignità, io quando ci sono centinaia di migliaia di famiglie di cittadini trattati in questo modo credo che chi usa a sproposito il termine dignità dovrebbe fare una riflessione più approfondita”.

Per Ubaldo Pagano (Pd): “Dati i miei trascorsi in un ufficio di piano dei servizi sociali ho toccato con mano la questione ludopatia, e posso dire che è un problema che esiste. Proprio per questo dobbiamo lavorare insieme per fare un patto di corresponsabilizzazione etica. Non si può semplicemente colpire uno dei settori che riguardano la dipendenza da gioco, dimenticando ad esempio i gratta e vinci che sono il 60% del problema, i quali per altro non hanno nessuna utilità dal punto di vista dei posti di lavoro. Se siete contro il gioco d’azzardo vietatelo, abbiate il coraggio, se invece utilizzate solo uno spezzone di quelli che producono questo tipo di attività e li utilizzate come se fossero bancomat per finanziare scelte che disincentivano l’attività lavorativa è del tutto evidente che stiamo facendo l’ennesima finzione scenica. Volete combattere la ludopatia? Fate in modo che i centri di salute mentale e i Sert non possano semplicemente avere personale che si è sempre occupato di tossicodipendenze, ma che sappiano trattare anche la ludopatia. Lo Stato non investe su questo. Smettiamola di dare competenza alle Regioni, non si possono avere 20 normative differenti. Lo Stato fa finta di nulla, perchè dietro a tutto questo c’è un business che serve alle casse dello Stato per finanziare i voli pindarici che di volta in volta ciascuno fa”.