“C’è bisogno di un testo unico per comprendere bene come in Italia bisogna organizzare la materia. Sarò tra i primi convinti sottoscrittori di questo testo. In questa materia al momento c’è un atteggiamento politico che si caratterizza con una parola chiave: ipocrisia. Dietro a questa materia del gioco c’è una grande spinta di ipocrisia, perchè quello che viene fatto ogni giorno nasconde le verità, pulisce la coscienza e poi si continua a fare anche peggio”.

Lo ha detto in conferenza stampa alla Camera il deputato Mauro D’Attis (Fi).

“Come si fa a dire, presentando il Decreto Dignità, di vietare la pubblicità del gioco – unico caso in Europa – e contemporaneamente finanziare lo stesso Decreto con i soldi di quello che tu dici essere il male? Ci vorrebbe qualcuno che venisse a ‘prenderti’ sotto casa per spiegarti che stai dicendo una fesseria. L’ipocrisia su questo tema, anche in molte Regioni, è evidente. I primi ad essere denunciati dovrebbero essere coloro che stanno sostenendo queste politiche, perchè sono corresponsabili dell’aumento del gioco illegale. Questo mi preoccupa. Da quando sono state introdotte misure restrittive simili a quelle che in maniera ‘lecchinesca’ si stanno caratterizzando in Italia il gioco illegale, nelle mani delle organizzazioni criminali, è in aumento. Lo dice la Guardia di Finanza. Altro che selfie, a queste domande dovrebbero rispondere. Se è scientificamente confermato che aumenta l’illegalità qui non c’è più solo una responsabilità politica e sociale, potrebbero esserci anche profili di responsabilità penale, se queste scelte fossero state prese da un sindaco lo avrebbero portato via per favoreggiamento del crimine. Non si può togliere la pubblicità facendo semplicemente un articolo come quello sul Decreto Dignità, serve una legge ordinaria che coinvolga tutti i Ministeri più importanti”.