Il 2020 è stato un anno da dimenticare anche per il settore del gioco pubblico terrestre, visto che la pandemia ha obbligato alla sospensione totale di molte attività, a partire da slot e scommesse. Cosa che però non ha impedito allo Stato raggiungere il record di sanzioni contestate. Anzi, tutto al contrario.

Nel 2020, quando la pandemia da Covid-19 che hanno portato alla chiusura temporanea degli esercizi da sottoporre a controllo, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha comunque garantito un importante presidio nel settore giochi, visto che su 70.531 esercizi censiti, ne sono stati controllati 10.458.

Il risultato del 2020, in termini di entrate erariali, è diminuito del 36,3% rispetto al 2019. Tale trend è sostanzialmente connesso alla riduzione del gioco fisico in Italia, dovuto alle chiusure dei punti gioco sul territorio nel periodo di lockdown. Soprattutto lo switch off degli apparecchi AWP e VLT, che rappresentano le categorie di gioco che contribuiscono maggiormente al gettito, rappresenta il fattore più determinante nella riduzione delle entrate erariali del 2020. Tenuto conto anche della fiscalità dei modelli di gioco, il netto spostamento dei volumi di gioco verso il gioco digitale a distanza, non ha sortito, in termini di gettito erariale, contro bilanciamenti rispetto alla riduzione del gioco fisico, come peraltro certificato dal Ministero delle Finanze.

Il CONTRIBUTO ALL’ERARIO – INTROITI INCASSATI NEL PERIODO 2018-2020

Settore Giochi

In Italia la regolamentazione del gioco distingue in maniera univoca i giochi non consentiti da quelli consentiti. Per i primi viene fatto divieto assoluto di offerta da parte di chiunque e in qualsiasi forma, per i secondi l’offerta è subordinata ad apposita concessione, autorizzazione, licenza od altro titolo autorizzatorio.

Nel settore legale dei giochi non si dovrebbero riscontrare fenomeni di evasione fiscale correlati, giacché il necessario collegamento al “Totalizzatore nazionale” (per l’esercizio delle scommesse), ovvero alla “Rete telematica” (per la gestione degli apparecchi con vincita in denaro), consentono il riscontro – pressoché in tempo reale – dei volumi di gioco/scommesse praticati nelle singole tipologie esercitate dai concessionari e, quindi, della base imponibile soggetta a tassazione, nonché dei versamenti dovuti ed eseguiti dai singoli soggetti d’imposta.

Ciononostante , anche in questo settore “permangono aree di evasione connesse a comportamenti illeciti che spesso mirano ad aggirare le disposizioni e i vincoli del sistema concessorio, sia per sottrarsi al pagamento delle imposte, sia per occultare i destinatari dei relativi profitti”, come spiegano gli stessi Monopoli “Le aree dell’illecito riscontrate riguardano essenzialmente i seguenti comparti:

• il gioco fisico/gioco a distanza mediante i cosiddetti “totem”;

• il gioco a distanza effettuato mediante i CTD (Centri Trasmissione Dati) o i PDR (Punti di Ricarica);

• l’alterazione degli apparecchi da intrattenimento (AWP e VLT).

A questo si aggiunge l’offerta di gioco illegale su siti web privi delle autorizzazioni previste.

I controlli, in questo caso sono affidati a Agenzia dei Monopoli, Guardia di Finanza e Carabinieri.

Nell’ambito del CoPReGI, nel corso del 2020, squadre operative, composte da funzionari dell’Agenzia e da agenti della Polizia di Stato, ufficiali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, hanno sottoposto a controllo numerose attività economiche che, all’esito di analisi di rischio effettuate sulla base delle informazioni raccolte, di riscontri sul territorio e di attività di coordinamento informativo ed operativo, sono risultate connotate da elevati indici di rischio per l’illecita accettazione di scommesse sportive. L’attività ha portato a controllare, dopo una selezione tra numerosi punti di raccolta del gioco, 158 locali.

Solo nel periodo novembre-dicembre 2020, quindi in pieno lockdown, nell’ambito dell’operazione di polizia FROZEN per il contrasto all’illecita raccolta di scommesse di gioco, in soli due giorni di controlli sono stati recuperati a tassazione circa 100 mila euro. Nel 2020, proprio in considerazione della sospensione di migliaia di attività, il numero dei controlli a livello nazionale sugli esercizi è diminuito del 70,1 per cento rispetto al 2019. Tale diminuzione è stata condizionata principalmente dal lockdown e dalla chiusura degli esercizi come previsto dal DPCM 8 marzo 2020 e dal DPCM 11 Marzo 2020.

L’imposta accertata nel 2020, frutto dell’attività di contrasto all’evasione delle imposte nel settore giochi ha invece fatto registrare un aumento dell’81,1 per cento rispetto al 2019. La riduzione del numero di sanzioni irrogate dal 2017 ad oggi sarebbe invece dovuta, in base ad un rapporto del Mef, dal fatto che, “la progressiva conoscenza del territorio da parte del personale dell’Agenzia, ha consentito di diminuire il numero di controlli, ma di aumentarne la qualità e il relativo tasso di positività”.

IMPOSTA ACCERTATA A SEGUITO DEI CONTROLLI

 

Il ruolo della Guardia di Finanza

La Gdf dispone di piani operativi “Giochi illegali” e “Scommesse illegali”, adotta un approccio “trasversale” e multidisciplinare, volto a verificare il corretto adempimento delle prescrizioni recate dalle vigenti disposizioni fiscali, antiriciclaggio e di pubblica sicurezza, allo scopo di tutelare gli attori della filiera regolare del gioco dalla concorrenza sleale di operatori abusivi e i giocatori da proposte di gioco illegali, insicure e prive di alcuna garanzia.

Le attività nel comparto prendono le mosse dal controllo economico del territorio, sia fisico che “virtuale”, attraverso il costante monitoraggio del web, volto all’individuazione di condotte illecite e alla verifica dell’avvenuta inibizione dei siti di gioco non autorizzati. A tutto questo si aggiungono una attività d’intelligence e le analisi di rischio basate sull’incrocio delle numerose banche dati a disposizione allo scopo di intervenire, in modo mirato e selettivo, sugli operatori a rischio.

Alla luce delle modifiche alla disciplina antiriciclaggio introdotte con il D.Lgs. 25 maggio 2017, n. 90, alla Guardia di Finanza è affidato, inoltre, in via esclusiva, il compito di vigilare sui distributori ed esercenti di gioco, compresi i prestatori di servizi con sede legale e Amministrazione centrale in altri Stati dell’Unione europea, che operano sul territorio italiano.

Nel 2020 i controlli e le indagini della sola Guardia di Finanza contro il gioco illegale ed irregolare hanno permesso di irrogare sanzioni per 8,3 milioni, di denunciare 311 soggetti, di scoprire 275 agenzie clandestine e di constatare una base imponibile evasa ai fini dell’imposta unica per circa 500 milioni di euro.