Mancano ormai poche settimane alla pubblicazione della bozza della prossima Manovra di Bilancio e il clima si fa già rovente. Come da molti anni ormai la messa a punto del piano delle misure finanziarie decise dal governo non manca di riservare alcune sorprese al settore del gioco. Al di là delle speculazioni sul contenuto del decreti attuativi che da qui ai prossimi due anni determineranno le sorti del riordino per il settore del gioco pubblico, la vera priorità (al momento) resta quella di far quadrare i conti. E i conti, a meno di riuscire a reperire 5 miliardi da tagli o da un incremento di qualche tassa, non lasciano ampio spazio di manovra.

Partiamo dal fatto che i giochi rappresentano, con oltre 11 miliardi di entrate erariali nel 2022, una delle voci più importanti tra le imposte dirette e indirette. Giochi e scommesse garantiscono infatti l’equivalente delle imposte di registro tra le imposte indirette e oltre la metà delle accise. Nell’ultimo anno hanno registrato un incremento che va dal 76% al 28% per le lotterie rispetto all’anno precedente.

Nel 2022 le entrate da giochi hanno fatto registrare un significativo incremento (2,8 miliardi), in seguito all’aumento della raccolta lorda pari a 136,0 miliardi, con un incremento di quasi 25 miliardi (+22 per cento); le vincite ammontano invece corrispondono a una quota dell’85 per cento della raccolta complessiva. Il rendimento erariale netto (Entrate erariali/raccolta netta) registra un progressivo aumento dal 2018 (compresi gli anni della crisi pandemica) assestandosi nel 2022 al 55,2% (valore più alto mai raggiunto).

Tra le offerte di gioco con l più alto rendimento erariale netto troviamo gli apparecchi da gioco (64,7%) e i concorsi numerici (61,3%).

Secondo gli ultimi dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli risultano rilasciati 256 mila nulla osta di esercizio validi per apparecchi AWP e diritti all’installazione di circa 61 mila apparecchi, di cui al 31 dicembre 2022 realmente installati nelle sale dedicate circa 54 mila. Per quanto riguarda la tassazione, nel corso degli anni 2018, 2019 e 2020, il PREU ha subito numerosi aumenti fino ad arrivare all’imposta del 24% sulla raccolta per le AWP e dell’8,6% per le videolotterie.

Con buona probabilità, come per altro già accaduto in molte altre occasioni, non mancheranno in sede di discussione della Manovra di Bilancio, proposte di incremento del prelievo erariale sugli apparecchi da gioco che, vista l’attuale tassazione, risulterebbero insostenibili. Sul tavolo dei tecnici, al momento pare ci sia la possibilità di far coincidere con la pubblicazione della Manovra la messa bilancio degli introiti del bando per le concessioni online. Altri interventi, specie sul sistema di distribuzione dell’offerta di gioco, risulterebbero quantomeno azzardati. A patto di non voler mettere in discussione i conti. (in foto il ministro G.Giorgetti e il viceministro M.Leo)

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