“Il mondo del gioco legale è uno di quei settori maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria in corso, la cui chiusura sta peraltro lasciando spazio al gioco d’azzardo illegale, come dimostrano i recenti fatti di cronaca. La serrata obbligata del comparto dura da 200 giorni, con conseguenze drammatiche per quelle attività che già pagano il costante aumento delle tassazioni. Le enormi difficoltà che stanno vivendo gli operatori del gioco legale impongono a nostro avviso la necessità di valutare la riprogrammazione temporale dei termini per il versamento del saldo PREU e del canone concessorio, per consentire alle filiere distributive e ai concessionari stessi di essere in grado di adempiere ai propri obblighi”.

Così in una nota Mauro D’Attis (nella foto), deputato di Forza Italia che ha presentato una interpellanza – cofirmatari Maurizio D’Ettore, Paolo Russo e Andrea Ruggieri – al presidente del consiglio Mario Draghi e al ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco su questo tema.

“Chiediamo al governo come e se intenda tutelare il gioco legale, una valutazione sulla possibilità di una riprogrammazione temporale dei termini previsti per il versamento del saldo PREU e del canone concessorio e sulla semplificazione indispensabile degli adempimenti tributari, e quali iniziative si intendano adottare per garantire la riapertura dei luoghi del gioco legale, almeno nelle regioni “gialle”. Chiediamo inoltre se non si voglia convocare un tavolo di confronto tra governo, regioni e associazioni di categoria per trovare una equa soluzione ai problemi che gravano sul settore”.

Di seguito il testo dell’interpellanza:

“Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell’Economia e delle finanze – Per sapere – premesso che: il mondo del gioco è uno dei settori che da più tempo soffre delle chiusure dovute alle normative anti-Covid. In totale, dal primo lockdown ad oggi – salvo la mini-riapertura nei mesi estivi – ad oggi la serrata obbligata del comparto dura da 200 giorni, con conseguenze letali per un mondo che da anni soffre anche a causa di un costante aumento delle tassazioni, e che colpisce di fatto oltre 150.000 lavoratori; la chiusura del gioco legale tra l’altro apre la strada ai sottobanchi gestiti da organizzazioni criminali, con conseguenze assolutamente non trascurabili; è evidente infatti come recentemente ci sia stato un forte aumento del gioco d’azzardo illegale, come testimoniano i numerosi interventi di repressione avvenuti in più di 50 capoluoghi di provincia, a seguito di verifiche in 250sale illegali; la crisi si riversa, in parte, anche sullo Stato che nel 2020 ha registrato un “buco” di circa 5 miliardi di euro sull’incasso erariale; le enormi difficoltà degli operatori del settore impongono altresì la necessità e l’urgenza di valutare la riprogrammazione temporale dei termini previsti dall’art. 13-novies del D.L. 157 del 2020, in materia di versamento del saldo PREU e del canone concessorio, per consentire alle filiere distributive ed ai concessionari stessi di essere materialmente in grado di adempiere alle proprie obbligazioni in materia, anche grazie alla ripresa delle attività distributive e degli ordinari flussi finanziari; a seguito della entrata in vigore del DL 157/2020, convertito con la legge n. 176/2020, il versamento del saldo PREU e del canone concessorio del quinto bimestre 2020 è stato straordinariamente regolato (art. 13-novies) prevedendone il versamento al 20% del dovuto entro il 18 dicembre 2020 e, quanto alla restante quota, pari all’80%, in rate mensili di pari importo, con debenza degli interessi legali calcolati giorno per giorno, dovendosi versare le rate entro il 22 gennaio 2021 ed entro l’ultimo giorno di ciascun mese successivo con ultima scadenza il 30 giugno 2021; il rispetto delle rate mensili, nell’attuale drammatico contesto economico e finanziario della filiera distributiva degli apparecchi da gioco, sta presentando numerosissime difficoltà per i concessionari nell’incasso delle somme destinate all’erario dai terzi incaricati delle attività di raccolta, rendendo sempre più ridotte le disponibilità finanziarie dedicate all’adempimento. Queste difficoltà si aggiungono alle più generali difficoltà finanziarie delle aziende concessionarie e della distribuzione, penalizzate anche da chiusure sempre più frequenti dei rapporti bancari per motivazioni legate all’ attività e non al merito di credito; permanendo poi la totale interruzione dell’attività di raccolta di gioco almeno nel mese di marzo 2020, si porranno nuovamente le condizioni di incapienza del sistema di acconti e saldi previsto per i “bimestri contabili” del PREU, fattispecie sulla quale l’Agenzia è già intervenuta, da ultimo con Determinazione Direttoriale Prot. n. 420165/RU del 18 novembre 2020. Tutti o parte dei versamenti eventualmente dovuti in acconto, calcolati sul bimestre novembre – dicembre 2020, contribuirebbero a determinare una posizione creditoria dei concessionari nei confronti dell’ Amministrazione Finanziaria, sottraendo risorse finanziarie essenziali, per quanto sopra, per la stessa continuità aziendale di molti operatori; in un’ottica di semplificazione degli adempimenti tributari, sono pertanto necessarie nuove modifiche, sempre temporalmente limitate, prevedendo che gli acconti PREU per il bimestre marzo/aprile 2021, in scadenza dal 28 marzo 2021 e fino al termine della sospensione dell’attività di raccolta, siano annullati; relativamente ai terzi incaricati delle attività di raccolta, la revisione dei termini sopra indicati potrà, inoltre, consentire di non incorrere, in centinaia di situazioni, nella condizione di cancellazione dall’ Elenco dei soggetti incaricati della raccolta delle giocate, per l’impossibilità di attestare il requisito del non essere incorsi in tre violazioni relative al mancato versamento, anche a diversi concessionari, nei termini contrattuali rispettivamente previsti, dell’importo residuo dovuto a titolo di PREU; inoltre va segnalato che, ai fini del versamento del PREU, le imprese di gestione del gioco di Stato che versano l’imposta hanno necessità di disporre di un conto corrente bancario ai fini del pagamento dello stesso che deve essere ordinato unicamente mediante RID, pena il blocco immediato degli apparecchi, la successiva segnalazione ad ADM e la conseguente risoluzione contrattuale da parte del Concessionario generando come effetto la chiusura delle piccole e medie imprese di gestione. Nelle ultime settimane, vari istituti bancari hanno comunicato a più imprese di gestione di apparecchi del gioco lecito l’interruzione del contratto in essere per la tenuta del conto corrente; alla base di questa decisione, come riscontrabile da alcune lettere di disdetta ricevute, sta la volontà di tali istituti di non intrattenere rapporti con “soggetti la cui attività prevalente risulti essere connessa al gioco legale dello Stato”; quali valutazioni il Governo intenda esprimere in merito a quanto esposto in premessa, con particolare riferimento alla possibilità di una riprogrammazione temporale dei termini previsti, in materia di versamento del saldo PREU e del canone concessorio e di semplificazione degli adempimenti tributari; quali iniziative si intendano sostenere a tutela del settore del gioco legale, colpito dalla prolungata sospensione delle attività del settore dei giochi pubblici e dalla assoluta incertezza sulla data di ripresa; se e quali iniziative il si intendano adottare per garantire, quanto prima, la riapertura dei luoghi adibiti al gioco legale, quantomeno nelle regioni in regime di zona Gialla, nel rispetto di linee guida e protocolli anti Covid; se il Governo ritiene che le banche possano discriminare i propri clienti in ordine all’attività commerciale loro svolta e quali iniziative vuole mettere in atto affinché questa discriminazione non sia più perpetrata; se si intende procedere alla convocazione di un tavolo di confronto tra Governo, Regioni e Associazioni di categoria per trovare una equa soluzione ai diversi problemi che gravano sul settore, tra i quali la questione territoriale e l’accesso al credito”.