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“Quello del gioco d’azzardo è un tema molto complicato, non si può risolvere con una battuta, anche perché c’è un grande paradosso: lo Stato che da un lato limita e dall’altro incassa un sacco di miliardi. Vietare gli spot in via di principio può anche andar bene, non e’ sbagliato. 

Il punto però è capire l’efficacia di questa misura. Non sono molto convinto che questa limitazione riduca il volume d’affari del gioco d’azzardo. Tra 6 mesi vedremo. Intendiamoci, il problema c’e’, è gigantesco ed e’ giusto sollevarlo. Ma e’ la soluzione che non convince”.

Lo spiega il sindaco di Firenze Dario Nardella a Radio 24 a proposito del decreto dignità intrapreso dal governo Conte.

Nardella, quindi, ricorda l’ordinanza varata da Palazzo Vecchio, quella in cui e’ prevista la chiusura delle sale gioco dalle 18 alle 24 e lo spegnimento delle slot machine nei bar e nei locali dalle 13 alle 19.

“Però – sottolinea – contestualmente abbiamo anche varato un progetto per l’educazione nelle scuole partendo dai giovani. Il punto è questo: è corretto limitare il gioco, soprattutto vicino alle scuole o agli impianti sportivi, cosi’ come tutelare giovani e anziani che sono i più esposti in assoluto, ma occorre educare i cittadini ad un uso consapevole del gioco d’azzardo, che e’ la nuova droga di questo millennio. Quello di cui non si parla è la lievitazione impressionante dei costi sanitari per curare queste persone. Non si dice che la ludopatia è persino più grave di molte altre forme di dipendenza, perché è una dipendenza psicologica e colpisce tutte le fasce sociali e tutte le aree geografiche del Paese”.

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