slot azzardo gioco

Con la condivisione di una bozza di ordinanza che prevede la possibilità di limitare gli orari di accensione delle cosiddette “slot machine” si conclude il progetto “Quando il gioco si fa duro”, cofinanziato da Regione Lombardia e guidato dal Comune di Como, per lo sviluppo e il consolidamento di azioni di contrasto al gioco d’azzardo patologico.

Il testo, trasmesso oggi dal Comune di Como alle altre 12 amministrazioni partner tra cui l’amministrazione Provinciale, è il risultato di un percorso partecipativo, guidato da Angela Fioroni di “Legautonomie”, membro del gruppo di lavoro regionale sul gioco d’azzardo patologico. Il progetto ha visto la partecipazione, tra gli altri, degli amministratori locali, dell’Asst Lariana, di alcune associazioni di cittadini e di una delegazione dei gestori degli apparecchi.

L’amministrazione comunale si è posta come obiettivi quello di limitare le conseguenze sociali dell’offerta di gioco su fasce di consumatori psicologicamente più deboli e di creare un argine a forme di dequalificazione territoriale e di infiltrazione criminale nell’economia cittadina, quale ad esempio il prestito a usura per debiti contratti al gioco.

E’ stato deciso quindi di approfondire la pratica già sperimentata con successo da svariate altre amministrazioni di intervenire sugli orari di accesso al gioco, valutandone la limitazione fino a sei ore al giorno come stabilito dall’intesa per il riordino del gioco pubblico raggiunta in Conferenza unificata Stato-Regioni lo scorso settembre.

Il prossimo passo è la condivisione del testo con tutti i portatori di interesse della filiera: gli esercenti, i gestori e le loro associazioni da un lato, le amministrazioni, le associazioni dei cittadini e tutti coloro che hanno maggiormente segnalato la criticità rappresentata dall’azzardo patologico dall’altro.

La soluzione non potrà che essere condivisa data la complessità della questione e i tanti interessi e diritti legittimi che l’amministrazione intende considerare senza pregiudizio.

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