Il Gruppo della Lega in Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna ha presentato una risoluzione che verrà discussa il 7 luglio prossimo per richiedere sostegno a fondo perduto sia per le attività economiche degli Appennini, sia per le categorie maggiormente penalizzate dalla crisi economica da “Covid 19”, quali bar, ristoranti, agriturismi, alberghi, ristorazione non in sede fissa, estetica e Istituti di bellezza, saloni di barbieri e parrucchiere, centri benessere, sale da ballo e discoteche, taxi e ncc, ecc.

Tra le attività penalizzate si considerano anche le sale giochi.

“Considerato che

  • L’emergenza sanitaria legata all’epidemia da Covid 19, seguita dalle misure restrittive adottate a tutela della salute pubblica, ha determinato inevitabili e gravi ripercussioni negative dal punto di vista economico-finanziario, che hanno duramente colpito tutto il mondo del lavoro e quindi tutte le categorie produttive;
  • Secondo l’analisi condotta da Unioncamere Emilia-Romagna (“SCENARIO EMILIA-ROMAGNA-previsione macroeconomica a medio termine, aprile 2020”), mentre la crescita stimata del prodotto interno lordo per il 2019 dovrebbe essere stata dello 0,4 per cento, l’attesa per il 2020 è di una caduta del pil del 7,0 per cento, di poco superiore a quella negativa del 2009, quando furono raggiunti i livelli minimi al culmine della crisi economica del periodo.
  • L’andamento nazionale si confermerà solo lievemente più contenuto di quello regionale: la caduta del prodotto interno lordo italiano nel 2020 dovrebbe risultare infatti del 6,5 per cento;
  • In particolare, nel 2020, saranno l’industria e le costruzioni ad accusare il colpo più duro, ma anche nei servizi la recessione sarà pesante.
  • In dettaglio, mentre nel 2019 il valore aggiunto dell’industria in senso stretto regionale era rimasto sostanzialmente invariato (+0,1 per cento), i blocchi all’attività indotti dalla pandemia ne determineranno una caduta del 12,8 per cento nel 2020.
  • Al termine dell’anno corrente, il valore aggiunto reale dell’industria risulterà inferiore del 7,4 per cento rispetto al precedente massimo del 2007;
  • Infine, sempre secondo l’analisi di Unioncamere, nel settore dei servizi il valore aggiunto era aumentato dello 0,5 per cento nel 2019, ma non sfuggirà alla recessione indotta dalla epidemia e nel 2020 si ridurrà del 4,5 per cento.
  • Gli effetti delle misure di contenimento del coronavirus condurranno poi ad una netta inversione di tendenza sul fronte dell’occupazione, con una lieve flessione della forze lavoro, una netta riduzione degli occupati e un deciso aumento del tasso di disoccupazione, che fisserà il massimo degli ultimi quattro anni.
  • Il tasso di disoccupazione (che era pari al 2,8 per cento nel 2007, era salito all’8,4 per cento nel 2013, ed era sceso al 5,5 per cento nel 2019) raggiungerà il 6,7 per cento nel 2020 a causa degli effetti negativi della pandemia sul mercato del lavoro, il livello più elevato degli ultimi quattro anni;

Considerato quindi che

  • A fronte di questo scenario ampiamente negativo, a sostenere il turismo in appennino non saranno più sufficienti i finanziamenti Por Fesr  2014-20, pari a tre milioni di euro destinati a 32 attività ricettive e culturali e pubblici esercizi, ad oltre 8 milioni di euro  indirizzati agli enti pubblici per la valorizzazione dei beni culturali e ambientali in zona montana, e all’attività delle  Destinazioni turistiche, che hanno l’obiettivo di sviluppare iniziative di promozione e valorizzazione dei territori e sostenere azioni promo-commerciali realizzate dagli operatori privati ;
  • Egualmente, non potranno essere considerate le risorse previste dal Fondo regionale per la montagna stanziate nel Bilancio di previsione della Regione nel triennio 2018-2020 (approvate con DGR 392 del 2018, per complessivi 14 milioni di euro: 6 milioni per il 2018, 4 milioni per il 2019 e 4 milioni per il 2020), in quanto gli interventi ammessi riguardano gli ambiti della viabilità, delle infrastrutture e dell’assetto idrogeologico dei territori e si configurano come investimenti pubblici, con spese riferite a opere nuove, di completamento, manutenzioni straordinarie e acquisizione di beni immobili o mobili;
  • Inoltre, del tutto insufficiente risulta il Fondo nazionale integrativo per i comuni montani (istituito dalla legge 24 dicembre 2012 n. 228, “Legge di stabilità 2013”, art. 1, commi 319, 320, 321), in quanto finanzia progetti di sviluppo socio-economico, anche pluriennali, a carattere straordinario e che non possono riferirsi alle attività svolte in via ordinaria dagli enti interessati, così come non sono sufficienti le misure di abbattimento dell’Irap (12 milioni per tre anni) già stanziate nel bilancio regionale per le attività produttive;

rilevato che

  • nei giorni scorsi, il Presidente Bonaccini ha annunciato lo stanziamento di una somma straordinaria di circa 5 milioni a sostegno delle imprese balneari, anch’esse colpite duramente dalla crisi sanitaria ed economica;
  • la Regione Piemonte, di recente, ha deliberato uno stanziamento straordinario di 88 milioni quale contributo a fondo perduto in favore delle categorie produttive maggiormente colpite dalla crisi economica, vale a dire bar, ristoranti, agriturismi, ristorazione non in sede fissa, estetica e istituti di bellezza, saloni di barbieri e parrucchiere, centri benessere, sale da ballo e discoteche, taxi e ncc;

Tutto ciò premesso, considerato e rilevato, il Consiglio regionale

INVITA

La Giunta ed il Presidente Bonaccini

a) a prevedere misure straordinarie a fondo perduto per sostenere le imprese e le attività produttive e commerciali nell’appennino emiliano-romagnolo, anche in chiave di sostegno all’economia del turismo degli appennini, fortemente penalizzato – al pari degli altri territori regionali – dall’emergenza economico-sanitaria “Covid 19”;

b) a prevedere misure straordinarie a fondo perduto per sostenere le imprese e le attività produttive e commerciali maggiormente penalizzate dalla crisi economica, quali bar, ristoranti, agriturismi, alberghi, ristorazione non in sede fissa, estetica e Istituti di bellezza, saloni di barbieri e parrucchiere, centri benessere, sale da ballo e discoteche, taxi e ncc, ecc., a prescindere dalla loro collocazione territoriale”.