“(…) Il comma 12 istituisce, presso il MISE, un Fondo, con una dotazione iniziale di 4 milioni di euro nel 2020, per sostenere lo sviluppo dell’industria dell’intrattenimento digitale a livello nazionale, denominato «First Playable Fund». Il comma 13 fa presente che il Fondo di cui al comma 12 è finalizzato a sostenere le fasi di concezione e pre-produzione dei videogiochi, necessarie alla realizzazione di prototipi, tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50% delle spese ammissibili, e per un ammontare compreso dai 10.000 ai 200.000 euro per singolo prototipo. Il comma 14 specifica le spese ammissibili, includendo le voci di costo che incidono maggiormente per la realizzazione del prototipo, ovvero il personale dell’impresa, le commissioni esterne, le attrezzature hardware, le licenze software. Il comma 15 specifica la destinazione del videogioco al pubblico, attraverso canali di distribuzione commerciale diretta, digitali e/o fisici; sono pertanto da ritenersi esclusi videogiochi sviluppati per committenti pubblici o privati, non destinati alla distribuzione commerciale. Il comma 16 specifica i requisiti di ammissione delle imprese. Il comma 17 prevede il termine entro il quale il prototipo di videogioco ammesso al fondo dovrà essere sviluppato. Il comma 18, infine, demanda ad un successivo decreto attuativo del MISE la definizione delle modalità di presentazione delle domande, i criteri per la selezione delle stesse, le spese ammissibili, le modalità di erogazione del contributo, le modalità di verifica, controllo e rendicontazione delle spese ammissibili, le cause di decadenza e revoca. Le modalità di erogazione dei contributi dovranno essere definite sulla base di criteri di accessibilità e modalità semplificate di candidatura e selezione. (…) In relazione ai commi relativi al «First Playable Fund» la RT, dopo averne illustrato il contenuto, afferma che la previsione di modalità di erogazione dei contributi sulla base di criteri di accessibilità e modalità semplificate di candidatura e selezione è necessaria al fine di poter consentire alle realtà imprenditoriali, per lo più imprese di piccole dimensioni, di poter usufruire dei contributi senza andare incontro a procedure farraginose“.

E’ quanto si legge nella nota di lettura del Servizio Bilancio del Senato in merito al Decreto Rilancio, con particolare riferimento al fondo per il sostegno dell’industria dei videogiochi.