“Anche le Fiamme gialle smentiscono le fantasiose ricostruzioni della Lega sul gioco in Piemonte in seguito all’introduzione della legge contro l’azzardo patologico. Oggi in Commissione regionale Legalità, congiunta con la terza commissione, i rappresentanti del Comando provinciale della Guarda di Finanza hanno chiarito alcuni punti cruciali. L’aumento degli illeciti in Piemonte, negli anni 2018-2019, dimostrato anche dai dati presentati dalla CGIA di Mestre, riguarda prevalentemente controlli effettuati in luoghi adibiti al gioco legale e dunque censiti. Irregolarità che riguardano, in massima parte, la manomissione, l’utilizzo distorto e la presenza vicino a luoghi sensibili. Non si tratta certo di nuove ‘bische’ o punti di gioco illegali, come vorrebbero far credere i leghisti. Inoltre l’aumento degli illeciti è anche diretta conseguenza dell’incremento dei controlli, passato dai 236 del 2018 ai 369 del 2019. E dunque, oltre agli studi di IRES Piemonte (Istituto di ricerche della Regione), ed alle testimonianze di ordini professionali ed associazioni, anche la Guardia di Finanza contribuisce a smantellare, laddove ce ne fosse stato bisogno, gli argomenti addotti dai consiglieri leghisti per giustificare la distruzione della buona legge regionale 9/2016. Dati, numeri e circostanze che i Consiglieri regionali di maggioranza potrebbero conoscere e scoprire se solo si degnassero di frequentare maggiormente le sedute di commissione dedicate all’argomento, anziché lasciare i banchi semivuoti. Nel frattempo prosegue a pieno ritmo la petizione #Fuorigioco – Alziamo le difese per sconfiggere l’azzardo patologico, anche in questo fine settimana scenderemo in piazza per raccogliere le firme in difesa della legge regionale 9/2016.”. Così in una nota il M5S Piemonte.

Sul tema è intervenuta anche l’associazione Avviso Pubblico: “Esprimiamo tutte le perplessità relative all’articolato che compone la proposta di legge, fornendo un giudizio complessivamente negativo. A preoccupare è soprattutto l’articolo 18, un vero e proprio colpo di spugna su quanto fatto dalla Regione negli ultimi 5 anni in termini di diminuzione dell’offerta di gioco, primo obiettivo di una normativa che vuole realmente prevenire l’ampliamento della platea di giocatori d’azzardo patologici. La possibilità di consentire la reinstallazione di slot machine o la riapertura di sale gioco e scommesse, nel frattempo chiuse o delocalizzate perché vicine a luoghi sensibili, non ha alcuna attinenza con una proposta di legge che mira a contrastare la dipendenza da gioco d’azzardo”.