Massimo 2.300 i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Se il numero dovesse essere superato, l’Italia rischierebbe un nuovo lockdown con la chiusura delle attività non essenziali e il divieto di spostamento tra le Regioni. E’ quanto scrive “Il Corriere della Sera”.

In questo momento sono ricoverati in terapia intensiva 926 pazienti. Sette giorni fa erano 539. Un aumento di 400 unità. Il che significa che entro novembre quel limite, 2.300 pazienti in rianimazione, potrebbe essere raggiunto. Il governo ha appena emesso un decreto e ne sta già studiando un altro. La situazione è in continua evoluzione.

Sarà ancora più importante in questa seconda ondata la sinergia piena tra il governo e le Regioni. L’obiettivo è quello di adottare strategie comuni e che abbiano come riferimento, per eventuali restrizioni, l’indice Rt, quello che segnala la trasmissibilità del virus. Il Comitato tecnico scientifico ha stabilito quattro scenari, il più grave è quello che indica in 1.5 il limite massimo. Se resta a quel livello per 3 settimane il lockdown è inevitabile.

Cosa significa l’indice Rt a 1.5? Che ogni persona contagiata ne infetta una e mezza. E quindi per ogni due contagiati ne avremo altri tre. Per ogni cento altri 150. L’indice Rt è monitorato dall’Istituto Superiore della Sanità. Nelle prossime ore dovrebbero essere forniti tutti i dati, regione per regione. Molte sono sopra l’1. Qualcuna è già oltre il limite di guardia. Preoccupano Lombardia e Campania. In quelle due regioni ogni 100 tamponi effettuati risultano, rispettivamente, 11 e 12 contagiati. Anche in quel caso siamo sopra la soglia di guardia.

Le chiusure dovrebbero comunque essere graduali prima di arrivare ad un lockdown generalizzato. Se le cose continuassero a peggiorare nel nuovo decreto del governo potrebbero essere chiuse molte attività non ritenute essenziali. Secondo “Il Corriere della Sera” potrebbe arrivare lo stop alle sale giochi, ritenute dai virologi luoghi di aggregazione e quindi potenziale moltiplicatore dei contagi. È ritenuta un’attività non essenziale, anche se i mancati introiti provocherebbero danni pesanti all’erario.

Sta scadendo anche la settimana concessa dall’Esecutivo a palestre e piscine per adeguarsi ai protocolli anti-contagio. Al momento i controlli effettuati dai carabinieri dimostrano che, nella maggior parte dei casi, sono luoghi a norma. Il Governo sta valutando di rendere obbligatorie precauzioni finora facoltative, come la misurazione delle temperature e lo scaglionamento degli ingressi. Tuttavia, se la situazione dovesse precipitare nei prossimi giorni, anche questi luoghi saranno sacrificati per contenere la diffusione dei contagi.

Infine potrebbe arrivare una stretta nazionale sui centri commerciali, almeno nel fine settimane. L’esperimento è stato già condotto in Piemonte. Rimarrebbero aperti dunque soltanto i negozi di generi alimentari e le farmacie presenti all’interno.