“Condivido pienamente la preoccupazione espressa da alcuni Sindaci, tra cui Giorgio Gori di Bergamo, Matteo Franconi di Pontedera e da altri Sindaci dell’Unione Valdera, sul gioco d’azzardo a cui è ancora possibile accedere, oltre che online, anche fisicamente recandosi nelle tabaccherie, nonostante l’emergenza sanitaria e le misure anti contagio previste nell’ultimo DPCM”.

Lo ha detto Alessandra Nardini, consigliera regionale in Toscana e membro dell’Assemblea e della Direzione nazionale del Partito Democratico.

“Il rischio che il maggior tempo a disposizione delle persone possa incentivare i giocatori è concreto. Dobbiamo scongiurare la possibilità pericolosa che, in un momento anche economicamente difficile come quello che stiamo attraversando, le persone possano disperdere le proprie risorse in questa attività. Per questo, chiedo al Governo nazionale di sospendere almeno fino al 25 marzo, data a cui si estende la durata delle ultime misure contro il Covid-19 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tutte le modalità di gioco d’azzardo a cui è possibile accedere recandosi nelle tabaccherie.

Attività come l’acquisto di gratta e vinci, il gioco del Lotto e del Superenalotto non possono essere certo definite di prima necessità, pertanto la loro persistenza è un non senso a cui auspico si possa porre al più presto rimedio. Nel fare questa proposta voglio sottolineare il sostegno di Don Armando Zappolini, portavoce della campagna contro l’azzardo “Mettiamoci in gioco”, direttore della Caritas diocesana e da anni impegnato in questa battaglia, la tempestività del Sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, e degli altri Sindaci dell’Unione Valdera che proprio in queste ore stanno firmando ordinanze che prescrivono la sospensione immediata di tutte le tipologie di gioco nelle tabaccherie: una misura che però non può essere demandata al buonsenso e alla responsabilità dei nostri primi cittadini ma che auspico sia il Governo a estendere a tutto il territorio nazionale.

In una situazione di grande emergenza come quella che stiamo vivendo è compito dello Stato estendere ogni forma di misura precauzionale per difendere la salute delle persone, in questo caso dalla diffusione del Covid-19, sancito dall’Art. 32 della Costituzione e il risparmio dei cittadini, sancito dall’Art.47”.