L’ufficio Attività economiche del Comune di Cesena ha avviato procedimenti nei confronti di 14 esercizi pubblici che al loro interno presentano apparecchi slot machine e vlt e di sale gioco non risultate in regola secondo la legge regionale che impone distanze minime di 500 mt dai cosiddetti luoghi sensibili, ovvero: scuole, impianti sportivi, istituti residenziali o semiresidenziali, luoghi di culto e di aggregazione.

Per 42 pubblici esercizi, 24 tabaccherie e 11 circoli, sono scattate limitazioni agli apparecchi da gioco, con il divieto di nuove installazioni o di rinnovo per ciò che riguarda i contratti in scadenza. Non sono pochi in ogni caso i gestori delle attività a rischio, secondo la disposizione regionale, che in alternativa alla chiusura o all’addio definitivo alle apparecchiature slot e vlt incriminate hanno battuto metro per metro la città andando alla ricerca di aree accessibili a questo tipo di attività dove potersi trasferire.

Come ribadisce infatti l’assessore alle politiche di qualificazione urbana Orazio Moretti, il calcolo non è così scontato perché andrebbe misurata la più breve distanza pedonale fra l’esercizio in questione e il luogo sensibile.

Come spiega il Sindaco Paolo Lucchi: «Abbiamo una campagna tesa a contrastare il gioco d’azzardo e la ludopatia. Abbiamo 14 procedimenti nei confronti di attività non in regola e non ci fermeremo fino a quando i luoghi sensibili non saranno tutelati». Cesena ha fatto scuola alla Regione in materia. «Nel 2012 il Consiglio comunale votò all’unanimità una delle prime delibere in Emilia—Romagna con le linee di indirizzo per la definizione di un progetto organico per la città, finalizzato ad aumentare la consapevolezza circa i rischi connessi all’aumento del gioco d’azzardo e ad introdurre strumenti per proteggere i cittadini in condizione di maggiore fragilità sociale. La delibera ha preceduto di un anno la prima legge regionale sul tema e ha dato avvio a una serie di iniziative finanziate dal Comune».