Trenta milioni di fatturato andati in fumo, oltre quattro milioni e mezzo di utili netti persi, a fronte di costi fissi totali nell’ordine dei 7,2 milioni di euro ma dallo Stato, in termini di ristori, arriva l’equivalente di zero. Sono questi gli impietosi numeri con cui devono fare i conti il Casinò di Sanremo e Palazzo Bellevue, azionista unico della casa da gioco. Lo scrive riviera24.it.

«Giustamente era stato approvato un ordine del giorno a mia firma che chiedeva di aprire per tempo il casinò e non è stato fatto nulla dal precedente governo –  commenta l’onoverole Flavio Di Muro (Lega) –. Resto dell’idea che per specificità, spazi e investimenti fatti, il casinò abbia le possibilità di aprire in sicurezza e di far tornare i lavoratori attivi nelle proprie mansioni. Spero che questa istanza possa essere accolta anche dal nuovo governo. Ci sono aspettative per il “decreto sostegno” che è prevedibile possa essere approvato dal consiglio dei ministri e dove verrebbero rivisti tutti quegli ostacoli burocratici che il precedente Esecutivo aveva inserito, ritardando di fatto l’erogazione della cassa integrazione, dei ristori e dei bonus per partite iva e imprese. Devo dire che da quello che ho letto e che sto vedendo, ci sono già discussioni per la riapertura di alcune attività come le palestre a partire da aprile, spero che tra le tipologie di attività nuovamente consentite possa rientrare anche il casinò».