“Pur essendo condivisibile l’obiettivo di lotta all’evasione fiscale, gli strumenti del Cashback e della lotteria degli scontrini, la cui utilità si ritiene comunque discutibile, devono essere applicati in maniera differenziata nei confronti degli esercenti remunerati ad aggio e/o margine fisso. Questi esercenti hanno un ridotto margine di guadagno sui prodotti che commercializzano, rendendo loro difficile ammortizzare i costi connessi all’utilizzo della moneta elettronica”. Lo ha detto in Commissione Finanze della Camera il deputato di Italia Viva, Catello Vitiello, illustrando l’interrogazione a risposta immediata di cui è cofirmatario insieme a Massimo Ungaro dal titolo “Modalità di pagamento dei beni e servizi erogati da esercenti remunerati ad aggio e/o margine fisso“.

Questa la risposta della sottosegretaria al Mef, Maria Cecilia Guerra (nella foto): “Con il documento in esame gli Onorevoli interroganti, nel premettere che i pagamenti aventi ad oggetto beni e servizi di pubblica utilità erogati dagli esercenti remunerati ad aggio e/o margine fisso, non possano essere resi obbligatori con pagamento elettronico, chiedono di conoscere quali azioni, di carattere regolamentare o legislativo, si intendano porre in essere per attuare l’impegno preso in occasione dell’approvazione dell’ordine del giorno 9/02790-bis-AR/228 approvato dalla Camera il 27 dicembre 2020, finalizzato a rendere facoltativo il pagamento elettronico riferito ai predetti prodotti acquistati presso le tabaccherie e con quali tempi di attuazione.

Al riguardo, sentiti gli uffici competenti, si rappresenta quanto segue. Giova preliminarmente osservare che le finalità dei provvedimenti recentemente approvati dal Legislatore, peraltro richiamati dagli stessi interroganti, quali il cashback e la lotteria degli scontrini, rappresentano misure premiali volte ad incentivare l’utilizzo della moneta elettronica nella prospettiva di contrastare l’evasione fiscale. Rientra, infatti, tra gli obiettivi individuati dal Legislatore quello di estendere l’abitudine al pagamento tramite carte o altri strumenti diversi dal contante anche per le transazioni di importo minore seppur considerando gli svantaggi legati ai costi delle commissioni applicati dai gestori di carte e bancomat, che risultano, per gli esercenti, meno ammortizzabili se applicati ai pagamenti di piccoli importi. Occorre, inoltre ricordare, che la normativa vigente prevede la possibilità di richiedere un credito d’imposta pari al 30 per cento sulle commissioni pagate dagli esercenti che accettano transazioni effettuate con strumenti di pagamento elettronici tracciabili come carte di credito, debito e prepagate in relazione agli incassi, regolati a partire dal 1° luglio 2020.

Il cennato piano cashback è oggetto di monitoraggio costante da parte della piattaforma PagoPa s.p.a. e gli esiti di tale monitoraggio verranno valutati anche al fine di proporre eventuali modifiche al programma e di verificarne la sostenibilità economica per gli esercenti caratterizzati da vendite con piccoli importi e margini ridotti. In questo contesto sarà anche possibile valutare le iniziative volte a dare attuazione all’ordine del giorno 9/02790-bis-AR/ 228 approvato dalla Camera il 27 dicembre 2020, finalizzato a rendere facoltativo il pagamento elettronico riferito alla vendita dei prodotti acquistati presso le tabaccherie, tenuto conto che tale attività è caratterizzata dall’adempimento dell’obbligo fiscale in capo al depositario autorizzato ADM, e che per le cessioni dei generi in parola non è previsto l’obbligo di emissione di scontrino/ricevuta fiscale”.

Ringraziando per la risposta, Vitiello ha evidenziato come “l’attuale Governo, in relazione alla problematica evidenziata, si muova in continuità con il precedente”. Ha ribadito come sia “eccessivo imporre l’utilizzo di strumenti di pagamento elettronico agli esercenti in oggetto, i quali sono già gravati da notevoli responsabilità fiscali e pagano regolarmente le imposte in ragione della natura dei prodotti commercializzati, quali generi di monopolio, ma anche giornali e riviste. Si deve avere adeguata attenzione e riguardo per tali esercenti” ed ha auspicato che sul punto “possano essere adottati appositi provvedimenti”.