Tra gli atti di indirizzo presentati alla Camera i deputati Renate Gebhard e Gianluca Rospi (Misto) hanno avanzato una risoluzione in Commissione che riportiamo di seguito.

“La I Commissione, premesso che: la regione Basilicata, in virtù della posizione geografica soprattutto nella fascia ionica, ha subito negli ultimi anni una sempre maggiore interferenza da parte degli aggregati criminali confinanti, pugliesi e calabresi, disposti ad interagire con le consorterie criminali locali, al fine di espandere i propri affari illeciti; l’intera fascia ionica è stata interessata da fatti criminosi che si sono verificati principalmente nell’alto ionico calabrese, nel Metapontino e nella provincia di Taranto; negli ultimi mesi la fascia ionica del metapontino è stata teatro di scontro tra le due principali associazioni a delinquere di stampo mafioso della zona, la ’ndrangheta calabrese e la mafia tarantina, per il controllo del territorio; nei comuni di Policoro e Scanzano Jonico si sono verificati più conflitti a fuoco tra pregiudicati, che solo per un caso fortuito non hanno provocato vittime tra la popolazione; il 27 maggio 2019 a Montescaglioso, in provincia di Matera, si è verificato un grave fatto di sangue che ha coinvolto un pregiudicato locale, ucciso con metodi di stampo mafioso; tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 le forze dell’ordine, su disposizione della procura, hanno effettuato numerosi arresti nel comune di Scanzano Jonico e in diverse aree del Metapontino, a seguito delle inchieste « Centouno » e « Vladimir »; la pressione criminale messa in atto dalle consorterie locali e dalle vicine organizzazioni mafiose calabresi e pugliesi, ha portato, nel dicembre 2019, allo scioglimento del consiglio comunale del comune di Scanzano Jonico per infiltrazione mafiosa; il 27 giugno 2019 si è tenuta, presso la prefettura di Potenza, la conferenza regionale delle Autorità di pubblica sicurezza, che ha evidenziato come il territorio della regione Basilicata, benché non ancora compromesso ai livelli di altre regioni, presenta tuttavia pericolose formazioni criminali autoctone in fase di ricompattamento e riorganizzazione, oltre che evidenze di permeabilità da parte delle consorterie criminali delle regioni confinanti, specialmente dei clan calabresi e pugliesi nella fascia ionica; le attività criminali maggiormente presenti sono il racket delle estorsioni, in particolare nei confronti delle imprese ortofrutticole che rappresentano il traino dell’intera economia locale, gli incendi dolosi al fine di intimidire la popolazione e gli imprenditori, le rapine, lo spaccio di droga e diversi tentati omicidi, tutti caratterizzati dall’utilizzo di metodi mafiosi; il crescente sviluppo turistico e agroalimentare del metapontino rappresenta un fattore di forte interesse per la criminalità organizzata autoctona e per le mafie extraregionali; si registrano quindi pesanti tentativi di infiltrazione in questi settori economici, attraverso condotte di corruttela verso politici, funzionari pubblici ed imprenditori compiacenti e anche con azioni intimidatorie, quali i numerosi incendi dolosi ai danni di imprenditori agricoli; l’intera fascia ionica lucana da tempo costituisce terra di transito per i traffici delle cosce calabresi e pugliesi, sia nel settore degli stupefacenti che in quello delle armi, oltre ad essere un’importante piazza di spaccio per le due grandi organizzazioni criminali; queste organizzazioni si infiltrano nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni, sono dedite a traffico di droga, riciclaggio di denaro, traffico di armi, estorsione, usura, racket, affidamento illegale di appalti pubblici e privati, contrabbando, contraffazione, ricettazione, furto, rapina, frode, truffa, traffico di essere umani, immigrazione illegale, prostituzione, evasione fiscale, gioco d’azzardo, gestione e smaltimento illegale di rifiuti, anche tossici, sequestro di persona, corruzione, omicidio; la vita quotidiana degli abitanti e degli imprenditori della fascia ionica lucana è considerevolmente peggiorata negli ultimi anni e si è diffusa una fondata percezione di insicurezza e di minaccia incombente; una sezione della direzione investigativa antimafia nel metapontino potrebbe rivelarsi decisiva nella lotta alla criminalità organizzata, grazie alla posizione strategica potrebbe coprire tutto l’arco dell’alto ionio calabrese fino alla città di Taranto, impegna il Governo: ad adottare le iniziative di competenza per attivare presso uno dei comuni del metapontino una sezione operativa della direzione investigativa antimafia, al fine di presidiare tutta la fascia ionica e tutelare maggiormente cittadini e imprenditori dai rischi derivanti dalle attività criminali in aumento; a potenziare l’organico delle forze dell’ordine sul territorio, a supporto dell’attività di indagine e di prevenzione e repressione dei fatti criminali descritti in premessa”.