“Il clima “di violenza” nel quale vivono molti minori e il contesto di forte disagio legato all’assenza di certezze sul futuro che connota l’esistenza di molti adolescenti si sostanziano in un esponenziale aumento delle varie forme di dipendenza patologica.

Le dipendenze patologiche diffuse fra i minori possono essere ricondotte a due categorie: le dipendenze da sostanze (droghe più o meno leggere, metanfetamine, steroidi, alcol e tabacco e alcooliche) e le dipendenze comportamentali, quali il disturbo da gioco d’azzardo, le dipendenze tecnologiche, lo shopping compulsivo e le dipendenze sessuali. Si tratta di un tema di grande attualità, che coinvolge molti giovani in età evolutiva e in relazione al quale la Commissione ha ritenuto necessario un approfondimento chiedendo, nello scorso mese di novembre, l’assegnazione di un affare. La Commissione si riserva di approvare, alla conclusione dei lavori d’esame dell’affare assegnato, una risoluzione per poter indicare eventuali interventi o misure correttive anche del quadro legislativo vigente”. E’ quanto si legge nella sezione dipendenze patologiche nella relazione approvata dalla Commissione bicamerale per l’Infanzia e l’adolescenza sull’attività svolta nel 2019.

“E’ indubbio che l’uso sempre più diffuso tra i più giovani di sostanze stupefacenti e di alcool e la fruizione di videogiochi e di programmi violenti finiscono – seppure con modalità diverse – per alterare la stessa percezione della realtà. Con riguardo alla diffusione di sostanze alcooliche e stupefacenti è necessario rilevare come esse oltre ad avere effetti nel breve termine, possono, nel caso di uso prolungato influire sulla salute dei minori nel aumentando il rischio di sviluppare varie patologie. Relativamente all’accesso a videogiochi e a programmi violenti studi scientifici dimostrano come la violenza vista anche attraverso uno schermo oltre a formare un immaginario pregno di paure e di incertezze per il minore, genera spesso nei bambini comportamenti aggressivi, con conseguenze anche sui meccanismi cognitivi. La Commissione, nell’esame dell’affare, si propone anche di valutare la congruità della legislazione vigente, la quale – formalmente – precisa e puntuale sotto il profilo del divieto penale, in concreto, dati i numeri, sembra essere in realtà poco efficace e troppo spesso disattesa”.

E ancora, in riferimento alla sezione “Osservazioni conclusive: una riflessione sui trent’anni della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” si legge: “Ancora, l’articolo 33 impone agli Stati parte di adottare ogni adeguata misura per proteggere i fanciulli contro l’uso illecito di stupefacenti e di sostanze psicotrope. Della lettera della Convenzione la Commissione ha dato una lettura “evolutiva”. Le dipendenze patologiche pericolose oggi per i minori non sono solo quelle legate all’uso di stupefacenti e di sostanze psicotrope ma anche quelle di natura comportamentale, quali il disturbo da gioco d’azzardo; le dipendenze tecnologiche, che in alcuni casi si rivelano letali, penso al fenomeno del blue whale; lo shopping compulsivo e le dipendenze sessuali”.