camera
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – “Promuovere l’invio di una Commissione d’accesso per il comune
di Sestri Levante e assumere iniziative per perfezionare la normativa che regola l’attività dei centri trasmissione dati per impedire in ogni caso il gioco d’azzardo in tali luoghi”.

E’ quanto chiedono i deputati M5S Zolezzi, Mantero, Simone Valente, Battelli e Baroni in un’interrogazione a risposta scritta presentata ieri in aula alla Camera e rivolta al Ministro dell’interno, al Ministro dell’economia e delle finanze e al Ministro della salute.

“Con l’interrogazione n. 4-03214 era stato chiesto conto, ai Ministri dell’economia e delle finanze e della salute, in merito alla proliferazione in Italia di centri di scommesse privi di autorizzazione di polizia; oltre 6.000 in Italia nel 2014; fra questi centri si annovera quello in capo alla società (…) a Sestri Levante (GE). Tale centro ha visto negli ultimi anni numerose ispezioni che hanno certificato l’attività scommesse, senza aver avuto mai alcuna autorizzazione adeguata; tale punto-scommesse è oltretutto collocato a meno di 300 metri da due punti sensibili, in contrasto con la legge regionale n. 17 del 2012. La regione ha dato riscontro a una nota comunale con parere in data 17 ottobre 2016, chiarendo che « la legge regionale 17/2012 è da ritenersi applicabile nei confronti delle sale scommesse ».

Il PUC di Sestri prevede all’articolo 36.2 delle norme di congruità e congruenza l’esplicito divieto in quell’area di attività di scommessa; un altro punto scommesse non autorizzato
nel territorio comunale è localizzato in via (…); l’amministrazione comunale sestrese ha finora dimostrato un’apparente inerzia: il comune fu « sconfitto » di fronte al Tar con sentenza n. 176 del 2015 per mero errore formale (non era stata circostanziata quale fosse la regola rilevante del comma 2 dell’articolo 36): le ordinanze del novembre 2014 e luglio 2015 di ripristino dell’uso dei locali non hanno avuto seguito. Il 9 marzo 2017 la dirigente area V del comune di Sestri in una nota in risposta a un accesso agli atti avrebbe scritto, a quanto risulta agli interroganti che era in corso procedimento di chiusura dell’esercizio in questione e che per detto procedimento non era stato ancora emanato provvedimento definitivo. In data 22 aprile 2017 veniva redatto provvedimento di chiusura del centro, ma veniva notificato solo in data 14 giugno. In data odierna il centro risulta agli interroganti ancora operante; l’operazione « Jackpot » nell’aprile 2016 ha visto il Gip del tribunale di Genova, su richiesta della direzione distrettuale antimafia ligure, emettere un apposito decreto di sequestro per 9 centri dove si praticava gioco d’azzardo, alcuni a Genova fra cui (…); l’inchiesta « Conti di Lavagna » ha portato a certificare la presenza di una locale di ’ndrangheta, nel vicino comune di Lavagna, e allo scioglimento dello stesso comune nel marzo 2017 per infiltrazioni criminali. La locale aveva interessi anche nel campo del gioco d’azzardo; la successiva operazione « Conti del Tigullio » resa pubblica nell’agosto 2017 ha dimostrato che « dopo l’arresto dei boss i familiari riuscivano a guadagnare ancora ingenti proventi tanto da aprire 9 nuovi conti correnti in cui sono stati depositati 135 mila euro »; l’operazione ha condotto al sequestro di beni mobili, immobili, di una sala videolottery e, a Sestri Levante, al sequestro di appartamenti e di un ristorante, per un valore totale di oltre 3,5 milioni di euro a disposizione dei boss Rodà, Paltrinieri e Casile, ritenuti referenti della ’ndrangheta calabrese nel Tigullio; la Commissione parlamentare antimafia ha ritenuto sussistente l’infiltrazione criminale in Liguria dopo missioni e audizioni; lo stesso Governatore Toti ha detto: « Inutile negarlo, in Liguria mafie infiltrate »; da una recente visura camerale risulta che i titolari della società (…) stiano acquisendo le quote sequestrate alle società interessate dall’operazione « Jackpot », fra cui (…), sequestro disposto a seguito d’intervento della direzione distrettuale antimafia; da recenti articoli di stampa è emerso che una dipendente del settore ambiente del comune di Sestri Levante abbia assunto incarichi esterni, senza la dovuta autorizzazione, relativa alla ristrutturazione di una palazzina nel comune di Lavagna, posta sotto sequestro nell’ambito dell’inchiesta su infiltrazioni mafiose a Lavagna: se si intenda promuovere l’invio di una Commissione d’accesso per il comune di Sestri Levante; se il Governo intenda assumere iniziative per perfezionare la normativa che regola l’attività dei centri trasmissione dati per impedire in ogni caso il gioco d’azzardo in tali luoghi”.

Commenta su Facebook