Il Comune di Barcellona ha annunciato che non verranno rilasciate più licenze di sale giochi. Gli operatori accusano il sindaco: provvedimento inutile che dimostra scarsa informazione.

 L’Associazione indipendente degli operatori di gioco della Catalogna (Europer) ha descritto come “vuota di contenuto” la decisione del Consiglio Comunale di Barcellona di limitare l’apertura di sale scommesse , bingo e sale giochi per un anno.

In una dichiarazione l’associazione si è detta “sorpresa” per l’annuncio del Consiglio comunale di Barcellona poiché tutto ciò che prevede di regolamentare attraverso un piano speciale “è attualmente regolato dalla legislazione regionale catalana“.

In effetti, Europer ha sottolineato chequello catalano è il “regolamento più restrittivo di tutta la Spagna” e, tra le altre misure, stabilisce un numero massimo di esercizi e la distanza minima che ci deve essere tra sale giochi e le scuole.

Il presidente di Europer, Albert Sola, ha accusato il governo di Ada Colau perché questo divieto è stato annunciato senza che vi siano stati contatti preliminari tra il Consiglio comunale e le associazioni che rappresentano il gioco d’azzardo privato in Catalogna.

“Se ci fosse stato un precedente contatto avremmo potuto fornire tutte le informazioni al Consiglio comunale di Barcellona e avrebbe evitato così di annunciare misure senza senso perché tutto ciò che propongono è già regolamentato”, ha lamentato Sola.

Europer ritiene che questo annuncio provochi “danni gratuiti a un settore strettamente legato al tempo libero e all’ospitalità a Barcellona con un’occupazione stabile” e garantisce che le restrizioni “di per sé non cambieranno nulla alla situazione attuale del gioco”.

L’associazione si unisce così alle critiche già formulate dalla associazione spagnola Cejuego, che attribuiva alla “ignoranza” e alla “percezione sociale sbagliata del gioco” la decisione del consiglio comunale di Barcellona. 

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