Ancora nessuna data certa per l’apertura di migliaia di esercizi commerciali, dai bar alle sale giochi e scommesse.

“Gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio si iniziano a misurare, ma non sono ancora tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l’abbassamento della soglia di attenzione, ha spiegato il premier Conte ieri a conclusione della riunione della Cabina di regia tra Governo, Regioni e enti locali.

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“Nel frattempo continua incessantemente il lavoro del Governo a un programma nazionale che possa consentire una ripresa di buona parte delle attività produttive in condizioni di massima sicurezza, che tenga sempre sotto controllo la curva epidemiologica e la capacità di reazione delle nostre strutture ospedaliere”.

Nel frattempo prosegue il confronto sul Decreto Aprile, con l’obiettivo irrinunciabile di chiudere il menù di massima entro lunedì mattina, quando il consiglio dei ministri convocato per le 10 dovrà decidere la cifra del nuovo deficit aggiuntivo. Da far votare mercoledì al Senato e venerdì alla Camera, in un calendario per ora sfalsato dai lavori sul «Cura Italia» a Montecitorio.

Nel pacchetto fiscale del decreto Aprile dovrebbe prevedere uno sblocca rimborsi a sostegno della liquidità delle imprese. Il ministro dello Sviluppo economico Patuanelli ha parlato anche di «misure di ristoro e indennizzo a fondo perduto» per gli esercizi maggiormente danneggiati dal lockdown. L’esecutivo valuta se replicare il modello francese e tedesco su piccole e piccolissime imprese: la Francia ha messo sul piatto dai 500 ai 2.500 euro; la Germania 9mila euro sotto i nove dipendenti e 14mila sotto i 25.