L’associazione Ascob esce oggi sul quotidiano La Repubblica con una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Prof. Avv. Giuseppe Conte, al Ministro della Sanità On. Roberto Speranza, al Ministro delle Finanze On. Roberto Gualtieri, al Dott. Vittorio Colao, ai Presidenti di Regione.

«Desideriamo portare all’attenzione delle SS. VV. la nostra disponibilità a confrontarci sulle misure necessarie per impostare le caratteristiche logistico·organizzative delle sale bingo per adeguarle alle esigenze nascenti dall’emergenza sanitaria in corso.

L’offerta d’intrattenimento delle nostre sale rappresenta un importante complemento della vita sociale, ma anche una significativa integrazione dell’offerta turistica di molte città italiane, come accade per qualsiasi altro pubblico esercizio che offra occasione di ristorazione e d’intrattenimento lungo tutto l’arco della normale giornata lavorativa e, nello specifico, anche oltre.

L’organizzazione della nostra attività caratterizzata dalle grandi dimensioni dei locali dedicati e dalla numerosità del personale addetto, ancor più di quanto normalmente accade nel settore della ristorazione e dell’ospitalità, consente di predisporre agevolmente le necessarie misure di tutela (consigliate dal World Health Organization per il settore ricettivo e della ristorazione), secondo un protocollo che siamo pronti a recepire non appena sarà varato dalle Autorità preposte, e che comunque, a titolo esemplificativo e non esaustivo, prevede sin d’ora:

distanziometro sociale, registro identificativo del cliente, terma-scanner all’ingresso della sala, mascherine e guanti per i dipendenti e per i clienti, gel disinfettanti all’ingresso e all’interno della sala a disposizione di dipendenti e clienti; sanificazione giornaliera di tutti gli ambienti.

Nella delicatissima fase della ripartenza delle attività imprenditoriali, siamo certi di poter dare sicurezza in misura più elevata rispetto alle altre attività connesse all’offerta turistica e d’intrattenimento.

Vi chiediamo quindi di volere guardare al sistema del gioco pubblico organizzato nelle sale bingo con un approccio non pregiudiziale, inserendo la nostra attività nel contesto dei provvedimenti normativi che riguarderanno il settore dell’ospitalità e della ristorazione, sia sotto il profilo delle agevolazioni economiche e finanziarie, sia sotto quello dei tempi e modi per la ripresa delle attività.

Per la continuità delle nostre imprese non potremmo sostenere una stagione estiva con sale chiuse, perché in tal caso non potremmo continuare a garantire il reddito ad oltre 12 mila famiglie e il gettito erariale di oltre un miliardo che lo Stato ricava annualmente dall’esercizio delle nostre attività.

Come tutti, per riprendere l’attività avremo bisogno di essere aiutati , e quindi in particolare

CHIEDIAMO

  • Proroga delle concessioni per almeno sei anni, per poter accedere al decreto liquidità, altrimenti inapplicabile per le nostre aziende: nessuna banca concede un prestito ad una società con una concessione annuale;
  • Sospensione del canone della proroga della concessione, divenuto insostenibile;
  • Pagamento delle cartelle da gioco a 90 giorni.

I mesi a venire saranno necessari per formalizzare i necessari interventi normativi sul settore che abbiamo richiesto nelle sedi preposte ma dobbiamo poterlo fare da sale aperte altrimenti nulla sarà più utile. Siamo a disposizione delle Amministrazioni per l’approfondimento delle iniziative già avviate con gli organismi preposti.

Certi della consapevole comprensione dello spirito che ci anima in quanto Concessionari dello Stato, come tali siamo responsabilmente pronti a contribuire al salvataggio dell’economia del Paese.

Forse siamo ancora in tempo per salvare le nostre aziende e i 12 mila posti di lavoro dei nostri dipendenti.

Domani sarà troppo tardi!».