Con l’inizio della stagione estiva sono arrivate le nuove regole predisposte dai tecnici della Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per gli apparecchi da divertimento e per l’Amusement.

Il decreto ADM impone rigide regole anche per l’uso pubblico di apparecchi privi di gettoniera mentre finge di non vedere o non si interessa affatto dei videogiochi online, delle modalità di gioco che utilizzano loot box, dei sistemi pay for play e di tante altre questioni che invece preoccupano le autorità di regolamentazione di altri stati europei.

Peccato, questo decreto era una grande occasione per dimostrare che l’authority italiana per i giochi è ancora un’eccellenza in Europa, ma anche il test e una anticipazione per quello che sarà il riordino del gioco pubblico secondo la ADM a guida del Direttore Marcello Minenna.

La sfida che abbiamo di fronte è quella di dimostrare una approfondita conoscenza delle dinamiche che spingono i consumatori verso il disturbo del gioco d’azzardo per giungere alla produzione di regole a tutela di tutti i giocatori, dell’ordine pubblico e, in ultima analisi, del gettito erariale dai giochi.

In ogni caso, la questione fondamentale sarà ribadire il valore del diritto concesso dallo Stato centrale. Un diritto considerato in modo diverso nelle varie regioni italiane. Ci sono esempi come la Puglia, dove il gioco pubblico è un servizio regolamentato, e regioni come il Piemonte dove del gioco di Stato farebbero volentieri a meno.

A fine estate, forse, conosceremo il riordino dei giochi e le scelte dell’ADM di Minenna.

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