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(Jamma) – La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza con cui la Corte di Appello di Salerno aveva condannato un esercente a 4 mesi di arresto e a 300 euro di ammenda per il reato di gioco d’azzardo (reato estinto per intervenuta prescrizione).

Per i giudici “Occorre rilevare il difetto di motivazione della sentenza impugnata, la quale nulla argomenta in ordine alla sussistenza in ordine alla prova del fine di lucro, mentre questa Corte ha affermato che ai fini dell’accertamento del reato di esercizio di giuochi d’azzardo è necessaria la prova dell’effettiva esistenza di mezzi atti ad esercitarlo, dell’effettivo svolgimento di un gioco e, qualora si tratti di apparecchi automatici da gioco di natura aleatoria, dell’effettivo utilizzo dell’apparecchio per fini di lucro, non essendo sufficiente, in tale ultimo caso, accertare che lo stesso sia potenzialmente utilizzabile per l’esercizio del gioco d’azzardo. (Nella fattispecie la Corte ha ritenuto viziata la motivazione della sentenza di condanna per il reato di cui all’art. 718 cod. pen. in relazione alla prova del fine di lucro, che era stato, invece, desunto dal ritardo con cui l’imputata aveva consentito l’ingresso della polizia all’interno del locale da lei gestito, dalla utilizzabilità delle postazioni che riproducevano il gioco del poker per effettuare delle scommesse collegate a vincite in denaro  tramite un sito internet e dalla circostanza che durante l’istruttoria dibattimentale la difesa non avesse formulato domande sul tema) (Sez. 3, n. 25032 del 02/03/2016 – dep. 16/06/2016, Kaci, Rv. 26719301).

Ritenuta non sussistente nel caso di specie alcuna causa di proscioglimento immediato ex art. 129 cod. proc. pen., rilevato che il reato contestato è prescritto in data 14 ottobre 2016, la sentenza deve essere annullata senza rinvio per intervenuta prescrizione”.

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