Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda) ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro il Comune di Curno (BG), in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento di rigetto della richiesta di parere di ammissibilità urbanistica emesso, in via definitiva e conclusiva, in data 4 novembre 2019 dal Comune di Curno; di ogni ulteriore diverso atto pregresso, presupposto, connesso e conseguente, richiamato e indicato nel citato provvedimento gravato e/o indicato, con particolare riferimento alla Comunicazione prot. n. 14062 inviata via PEC dal Comune di Curno a (…) in data 01/10/2019 ed alla Deliberazione n. 11 del 12 Marzo 2013 del Consiglio Comunale del Comune di Curno con cui è stato approvato il Testo Unico Regolamentare (T.U.R.), unitamente alla relativa parte 5^ (Regolamento procedurale attività di polizia amministrativa); e per la conseguente dichiarazione del diritto della società (…) ad ottenere il permesso/autorizzazione da parte del Comune di Curno a poter svolgere l’attività di sala scommesse (…) (in seno alla pre-esistente Sala VLT). Con i motivi aggiunti depositati il 14/7/2021: per l’annullamento

– del provvedimento di rigetto della richiesta di parere preventivo per l’attivazione di esercizio di sala scommesse (…) presso (…) in Curno emesso in data 13 maggio 2021, Prot. N. 7082/6/2 da parte del Comune di Curno;

– di ogni ulteriore diverso atto pregresso, presupposto, connesso e conseguente, richiamato e indicato nel citato provvedimento gravato, nonché non richiamato, nel presente ricorso, allo stato noto al ricorrente, con particolare riferimento alla delibera del Consiglio Comunale del Comune di Curno n. 3 del 05/02/2014, con cui è stato approvato l’atto di programmazione Componente Commerciale al Piano di Governo del Territorio, adottato con Delibera n. 23 del 11/07/2013, parimenti qui impugnati, quali atti presupposti ed illegittimi e peggiorativi rispetto alla Legge Regionale Lombardia N. 8 del 2013 in considerazione del fatto che introducono unilateralmente e senza alcun fondamento di utilità un ulteriore distanziamento dai luoghi sensibili per aperture di Sale Giochi/Sale Scommesse e, precisamente, 150 metri da insediamenti urbanistici.

Si legge: “Ritenuto e considerato che con motivi aggiunti depositati in data 14 luglio 2021 (…) impugna il parere preventivo negativo sull’attivazione di un esercizio di sala scommesse presso l’immobile (…) in Curno, espresso dall’amministrazione in riscontro all’istanza formulata dalla società in data 9 marzo 2021;

che il Comune si è espresso negativamente, evidenziando che l’immobile (…) ricade in Area 5 – ambito centri commerciali della componente commerciale del PGT, per la quale è previsto che le diverse attività ammesse (tra le quali è compresa anche l’attività di sala scommesse) rispettino una distanza minima di 150 metri dal più vicino limite d’insediamento urbanistico residenziale;

che, all’esame sommario proprio della presente fase, le censure articolate dalla ricorrente appaiono inammissibili con riferimento alla disciplina del PGT, che non risulta tempestivamente impugnata, e infondate in relazione al parere impugnato in principalità, atteso che la sala scommesse di cui è questione non rispetta il richiamato limite di distanza dal complesso residenziale (…), inserito in Area 3 – residenziale, come risulta dall’allegato doc. 19 depositato dal comune in data 26 luglio 2021, atteso che – come precisato nell’atto gravato – la disciplina comunale prevede che la distanza venga verificata dal limite dell’insediamento urbanistico e non tra gli accessi degli immobili interessati, secondo quanto calcolato nella perizia del tecnico di fiducia della Società;

Rilevato, inoltre, sotto il profilo del periculum, che il danno allegato ha carattere patrimoniale ed è quindi suscettibile di ristoro in caso di accoglimento del ricorso e che, stante la natura pretensiva dell’interesse azionato, una misura sospensiva non risulterebbe comunque satisfattiva;

Ritenuto quindi che non sussistano i presupposti per accogliere l’istanza cautelare;

Le spese della fase seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda), respinge l’istanza cautelare.

Condanna la ricorrente alla refusione al comune di Curno delle spese della fase, che liquida in 1.500,00 (millecinquecento/00) euro, oltre oneri di legge”.