“In Polonia i servizi di gioco d’azzardo online legale sono gestiti da Totalizator Sportowy, che ha lanciato l’attività online nel 2018. In Polonia possiamo dire che il mercato è ancora agli  albori. Sono consentiti lotterie, giochi di casinò, roulette, giochi di carte, scommesse ippiche. Poi ci sono operatori privati per le scommesse sportive legali che operano dal 2010”. E’ quanto ha spiegato la dottoressa Bernardeta Lelonek-Kuleta, dell’Università di Lublin, Polonia, curatrice della sezione polacca della ricerca transazionale sul gioco online presentata oggi a Roma presso l’Istituto Superiore di Sanità. “Sono circa una decina, complessivamente, gli operatori presenti sul web. Sempre nel dicembre 2018 sono nati in Polonia alcuni tipi di giochi online. Il 4,1% delle persone del campione analizzato nello studio ha giocato negli ultimi 12 mesi al gioco d’azzardo online. I giochi più diffusi in Polonia sono le estrazioni gestite dal Totalizator Sportowy, le scomesse su internet, scommesse di eSports e giochi di carte. La spesa per il gambling online non è rappresentata da grandi somme nella maggior parte dei casi. Non vi è un livello elevato di spesa. Le fasce di età più interessate dal gioco su internet vanno dai 15 ai 29 anni e dai 40 ai 49 anni. Principalmente hanno una formazione di scuola primaria e secondaria e vivono in villaggi o piccole città con meno di 20mila abitanti o grandi città con popolazione dai 50mila abitanti in su. Gli uomini sono più a rischio delle donne. Le persone più a rischo sono quelle che utilizzano spesso internet. Stiamo iniziando ora a fare un’indagine a livello nazionale che verrà poi incrociata con quelle degli altri Paesi, studieremo 2mila polacchi di più di 15 anni che giocano d’azzardo e mille polacchi che giocano con i PaytoWin su internet. In merito al gioco responsabile esistono i siti gry.lotto e fundacjalotto. La pubblicità è proibita nel nostro Paese, ma ci sono delle eccezioni. In tema di prevenzione della dipendenza al gioco c’è un fondo per le attività di informazione ed educazione, oltre all’elaborazione di metodi di prevenzione”.