La Fondazione Benetton Studi Ricerche propone un nuovo appuntamento online dedicato ai temi della ludicità, settore di ricerca, edizione e divulgazione della Fondazione sin dall’inizio degli anni novanta, indagato nelle sue svariate dimensioni e manifestazioni storiche, sociali, antropologiche.

Giovedì 20 maggio alle ore 18 è in programma, sulla piattaforma Zoom, un incontro dedicato al recente volume collettivo Giocare tra medioevo ed età moderna. Modelli etici ed estetici per l’Europa, edito dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche con Viella (Treviso-Roma 2019).

Un percorso lungo le fila della storia di un’esperienza culturale straordinaria, tra morale e religione, tra etica e politica.

Quali sono le attività ludiche, individuali o collettive, regolate, e quindi oneste, per le donne? E per il mondo maschile? E quali sono gli spazi, i tempi e le forme di iniziazione riservate ai giovani uomini che, attraverso il gioco – intellettuale e fisico – sono introdotti nel mondo e alle sue specifiche e diverse forme di sociabilità?

Questi e altri contenuti al centro del libro saranno riattraversati da Giuseppe Crimi, docente di Letteratura italiana all’Università degli Studi Roma Tre, dai due curatori: Francesca Aceto, Université Lille 3, e Francesco Lucioli, University College Dublin, e da tre dei dodici autori che hanno partecipato a questo lavoro e al convegno che lo aveva preceduto: Alessandro Arcangeli, Università degli Studi di Verona, Gherardo Ortalli, Fondazione Benetton, Alessandra Rizzi, Università Ca’ Foscari Venezia.

Introduce Patrizia Boschiero, responsabile edizioni della Fondazione Benetton.

Il libro propone una articolata riflessione, anche di carattere storiografico, sulla funzione etica attribuita all’attività ludica tra medioevo ed età moderna, sulle sue molteplici forme di espressione e rappresentazione, e sulle modalità con le quali il gioco viene interpretato e utilizzato in chiave morale.

Ragiona sulle dinamiche di relazione tra donne, uomini e prassi ludica; analizza gli spazi, i tempi e le modalità di accesso al gioco nel lungo periodo che va dalla teorizzazione medievale dell’eutrapelia alle riflessioni gesuitiche sull’educazione dei fanciulli.

L’analisi di fenomeni di grande interesse antropologico, come quello ludico, merita di essere condotta in un’ottica ampia, tesa a indagare prospettive generali e capace di individuare elementi strutturali che si ripercuotono a lungo termine e possono rivelarsi indicatori di cambiamenti significativi negli assetti sociali, istituzionali e culturali delle società medievali e moderne.

Piattaforma Zoom. Iscrizione attraverso l’apposito link pubblicato nei canali social e nel sito della Fondazione, www.fbsr.it