tribunale

Il Tar Puglia ha dichiarato – tramite sentenza – il difetto di giurisdizione in merito al ricorso presentato contro Adm in cui si chiedeva l’annullamento, previa concessione di misura cautelare, del decreto con cui è stato disposto il fermo amministrativo nei confronti di una società di giochi.

Spiega il Tar: “Premesso che, con il gravame in epigrafe, la Società (…) ha proposto gravame avverso il fermo amministrativo disposto dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con il provvedimento in epigrafe meglio indicato, ai sensi e per gli effetti dell’art.69 del R.D. 18 novembre 1923, n.2440, a tutela di un credito –asseritamente- vantato nei confronti della società stessa pari a euro 419.126,27 a titolo di “quote di prelievo”, dovute e mai versate oltre interessi e rivalutazione monetaria (euro 91.899,07), per una somma complessiva di euro 511.025,34; società a sua volta creditrice nei confronti della suddetta Agenzia di una somma pari a €.452.238,58 a titolo di risarcimento danni, tutto in virtù dei lodi arbitrali pubblicati in data 18.5.2009 e non riformati nei giudizi di impugnazione proposti dall’Amministrazione (cfr. le ordinanze della Cassazione nn. 28999/2017 e 21648/2018);

che si è costituita in giudizio l’Agenzia delle dogane e ha preliminarmente eccepito il difetto di giurisdizione di questo giudice, sul presupposto che esulino dalla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie relative a pretese dell’Amministrazione che trovano il loro titolo genetico nell’obbligo del concessionario di corrispondere le cd. quote di prelievo sulle scommesse, venendo in rilievo “corrispettivi” dovuti per la gestione del servizio pubblico riservati alla cognizione del giudice civile ordinario (cfr. sentenza Tar Lazio n. 5815/2015 e la giurisprudenza ivi richiamata);

considerato che la giurisdizione ordinaria sulle cd. quote di prelievo non è posta in discussione neanche dalla società ricorrente (la quale cerca piuttosto di argomentare che il presente giudizio non sia preordinato ad ottenere una pronunzia avente ad oggetto la sussistenza del credito vantato dall’Agenzia) e che il Collegio non ritiene di discostarsi dal richiamato orientamento;

che, per costante giurisprudenza, la giurisdizione sui provvedimenti di fermo amministrativo si delinea e definisce proprio in relazione al giudice cui spetta la cognizione sul credito a tutela del quale il fermo viene disposto (cfr. Cass. civ. Sez. III Sent., 14/03/2018, n. 6135; in termini, da ultimo, Comm. trib. regionale Lombardia Milano, Sez. I, 13/09/2019 e Comm. trib. regionale Toscana Firenze, Sez. II, 30/08/2019; cfr. anche Tribunale Civitavecchia Sez. lavoro, 24/10/2018) e, nel caso di specie, non è in discussione che il credito vantato dall’Agenzia nei confronti della società afferisca alle cd. quote di prelievo;

ritenuto, pertanto, di accogliere l’eccezione preliminare e, per l’effetto, declinare la giurisdizione in relazione alla presente controversia in favore del giudice ordinario competente per territorio, innanzi al quale la causa andrà riassunta entro tre mesi dal passaggio in giudicato della presente decisione, ai fini della conservazione degli effetti processuali e sostanziali della domanda, ai sensi e per gli effetti dell’art. 11 c.p.a.;

Ritenuto infine di compensare tra le parti le spese inerenti alla presente fase di giudizio:

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara il difetto di giurisdizione in relazione alla presente controversia. Il giudizio potrà essere riassunto entro tre mesi dal passaggio in giudicato della presente decisione, ai sensi e per gli effetti dell’art. 11 c.p.a. Spese compensate”.