Cirsa, una delle aziende leader nel settore dei giochi in Spagna, ha messo in cassa integrazione il suo personale in Spagna prima della chiusura di tutte le sale da gioco nel paese, a causa dello stato di allarme decretato dal governo.

La sospensione colpisce l’83,5% dei suoi lavoratori spagnoli, circa 4.500 persone, secondo alcune fonti dell’azienda. Al momento non è stato specificato se la cassa integrazione verrà estesa al 100% dei lavoratori.

La società, acquisita da Blackstone due anni fa per circa 2.000 milioni di euro, non ha dovuto solo chiudere tutti i suoi spazi di gioco fisici in Spagna. Lo ha fatto anche nel resto dei mercati in cui opera: Italia, Panama, Colombia, Perù, Costa Rica, Messico, Repubblica Dominicana e Marocco.

Il settore dei giochi è uno di quelli maggiormente colpiti dalla chiusura degli esercizi pubblici decisa dai governo, con eccezioni per gli alimentari, farmacie e tabacchi. Dal 12 marzo ad oggi, secondo il Ministero del Lavoro, sono 900.000 i posti di lavoro persi in Spagna.