Quarantatré dipendenti sorpresi a lavorare in tero, multe ed ammende per oltre 350mila euro e 19 persone denunciate per truffa all’Inps, tra cui anche il rappresentante legale di ben 11 società, che percepiva da giugno il reddito di cittadinanza (790 euro), pur percependo in nero ben 1800 euro mensili.

Sono alcuni dei risultati dei controlli a largo raggio eseguiti dai carabinieri del Comando provinciale di Lecce e dai colleghi del nucleo Ispettorato del Lavoro, nel periodo compreso tra il primo gennaio ed il 29 febbraio scorso.

I controlli – finalizzati a tutelare i lavoratori che incorrorono a rischi per la sicurezza e la salute – hanno interessato numerosi comuni, tra cui Lecce, Casarano, Parabita, Maglie, Guagnano, Melpignano, Tricase, Salice Salentino, Poggiardo, Castro, Casarano, Gallipoli, Campi Salentina, Porto Cesareo e Squinzano.

Ottantanove in totale ispezioni eseguite, mentre sono state 184 le posizioni lavorative esaminate dagli ispettori, riferite ad altrettanti dipendenti, dei quali 43 – come detto – sono risultati completamente in nero. Accertamenti in corso su tutti gli altri lavoratori, per verificare eventuali violazioni di Legge ed elusioni contrattuali.

Le irregolarità messe a nudo dai militari hanno riguardato trasversalmente tutti i settori merceologici interessati dalle verifiche: dall’edilizia alla produzione di capi di abbigliamento, alle casa di cura e riabilitazione, pub, sale giochi, allevamenti di animali da reddito e ittici, per finire al settore della panificazione.

Durante le verifiche, sono state elevate 62 sanzioni amministrative – per un totale di 200.646 euro – relative alla cosiddetta maxi sanzione per lavoro nero, all’irregolare tenuta del libro unico del lavoro, alla mancata consegna del contratto di lavoro e ad altre norme violate. Segnalate inoltre all’autorità giudiziaria 42 persone che, a vario titolo, hanno violato le disposizioni di Legge contenute nel testo unico relativo alla “sicurezza sui luoghi di lavoro”.

Gli accertamenti dei carabinieri del comando provinciale leccese e del nucleo Ispettorato del Lavoro hanno infatti portato all’emissione di 36 prescrizioni penali e diffide, ai sensi delle vigenti disposizioni di Legge e da quelle contemplate nel suddetto testo unico, che hanno portato alla contestazione di ammende per un importo pari a 160mila euro.

Le principali violazioni riscontrate dai militari hanno riguardato i datori di lavoro edili, per mancata protezione delle postazioni lavorative dal rischio di cadute dall’alto, l’omessa sorveglianza sanitaria, la formazione e l’informazione nei confronti dei lavoratori, ma anche alcuni committenti dei lavori, che si erano affidati a ditte non in regola con gli adempimenti previdenziali o addirittura sconosciute alla pubblica amministrazione, in quanto operanti del tutto in nero.

Diciotto le persone che sono state denunciate per truffa nei confronti dell’Inps. Ad esse si aggiunge anche il legale raprresentate di 11 società, che avrebbe percepito indebitamente il reddito di cittadinanza dal mese di giugno 2019 (790 euro mensili), percependo a titolo di compenso (in nero) altri 1.800 euro al mese. Nei suoi confronti, pertanto, è stata immediatamente sospesa la prestazione a sostegno. Ad altre 8 persone, invece, sono state bloccate le indennità del RdC.

Per 11 aziende ispezionate è scattata la sospensione dell’attività impreditoriale per impiego di lavoratori in nero, in quantità superiore al 20% di quello occupato, che ha comportato l’emissione di un’ulteriore sanzione di 1.500 euro, che ogni datore di lavoro ha dovuto pagare per poter riprendere l’attività imprenditoriale. Recuperati alle casse dell’Inps circa 300mila euro di contributi evasi. I datori di lavoro, infine, sono state segnalati agli enti previdenziali e assistenziali nonché all’Agenzia delle Entrate per quanto di competenza, in merito agli illeciti fiscali e tributari che scaturiscono dal pagamento in nero delle retribuzioni ai lavoratori irregolari.