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(Jamma) – In Italia i giocatori problematici sono quadruplicati, raggiungendo quota 400mila. Nel 2007 erano 100mila. Il 43% degli abitanti del nostro Paese di età compresa tra 15 e 64 anni, cioè 17 milioni di persone, nel 2017 hanno giocato d’azzardo almeno una volta. Nel 2014 il dato era di 10 milioni. Tra i giovani nella fascia di età 15-19 anni il numero assoluto di giocatori è però in calo, da 1,4 milioni a 1 milione.

I dati sono stati forniti dall’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr di Pisa, che ha appena terminato il lavoro sull’ultima edizione della ricerca Ipsad e si appresta a presentarlo ufficialmente.

Il modo più diffuso per cercare la fortuna resta il gratta e vinci, mentre il gioco più amato da chi ha problemi con la ludopatia non è più quello definito un tempo videopoker, bensì le scommesse sportive, scelte dal 72,8% di queste persone. Passaggio di consegne inevitabile considerando quanto sia ormai facile puntare tramite gli smartphone, aspetto che renderà inevitabilmente vano l’impiego dei vari distanziometri.

“La diffusione del gioco sul telefonino è un dato chiaro, che dà moltissimi spunti a chi deve sviluppare politiche per ridurre i danni correlati a questa attività”, commenta a Repubblica Sabrina Molinaro, coordinatrice dell’area ‘epidemiologica e promozione della salute’ dell’Ifc. La spesa degli italiani per l’azzardo è di circa 100 miliardi l’anno, sui quali lo Stato incassa le sue tasse, non alte per quanto riguarda l’azzardo online.

“Un terzo degli italiani – dice sempre Molinaro – ritiene che sia possibile diventare ricco con l’azzardo grazie alle proprie abilità. Questa credenza è ancora più diffusa fra i giocatori con un profilo problematico, siano essi adulti o studenti e riguarda circa la metà di loro”. Il 16% dei giovani, ad esempio, credono sia questione di capacità la vincita al Bingo.

Il 47% dei giocatori problematici ha un reddito tra i 15 e i 36mila euro all’anno. In due terzi hanno un lavoro stabile.

Nel dettaglio la quota di giovani giocatori con profilo di gioco ‘problematico’ fa registrare una diminuzione o un assestamento nelle regioni del Nord e del Centro Italia, mentre nella macro-area Sud e isole si rilevano incrementi in Sicilia, Basilicata, Calabria, Molise e Abruzzo. Sembrano più a rischio di sviluppare problematicità al gioco coloro che sono in cerca di prima occupazione (19,2%) e gli studenti (14,1%). Il 10,8% degli studenti ignora che nel nostro Paese è illegale giocare per gli ‘under 18’ e si stima che 580.000 (33,6%) studenti minorenni abbiano giocato d’azzardo nel corso dell’anno. La facilità di accesso ai luoghi di gioco da parte degli ‘under 18’ è confermata dal dato che solo il 27,1% riferisce di aver avuto problemi a giocare d’azzardo in luoghi pubblici perché minorenne. Il 75% degli studenti spende in giochi d’azzardo meno di 10 euro al mese e il 6,3% spende più di 50 euro al mese, quota che tra gli studenti con un profilo problematico sale al 22,1%.

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