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(Jamma) – Al via il processo “Jamm jamm”, dall’omonima inchiesta istruita con il coordinamento della Procura antimafia di Salerno contro una associazione a delinquere finalizzata al gioco d’azzardo on-line con base a Pagani (SA). Il dibattimento comincerà il prossimo 15 maggio per 50 imputati (dei 64 finiti sotto inchiesta inizialmente) davanti ai giudici della terza sezione penale del Tribunale di Nocera Inferiore.

In particolare, il lavoro investigativo ricostruisce un presunto sistema che tocca Pagani, con diversi Comuni coinvolti (Angri, Nocera Inferiore, Scafati, Sant’Egidio del Monte Albino, San Valentino Torio, Castel San Giorgio, Roccapiemonte e poi Salerno) e una rete di contatti accertati in Basilicata e Calabria, fino ad arrivare all’estero, dove c’erano i server, in Canada, i riferimenti in Montenegro, e le società in Inghilterra. Proprio in Inghilterra secondo le indagini confluivano i soldi.

L’operazione registrò un ridimensionamento delle contestazioni già in fase di interrogatori, con le memorie difensive e gli approfondimenti che dettero il via alle scarcerazioni di imputati e ai dissequestri di numerosi bar e punti scommesse, oltre alla riformulazione di alcune delle accuse più gravi. Nel raggiro ricostruito dagli uomini della Guardia di Finanza, il sodalizio criminale era dedito alla gestione e all’ amministrazione in generale dei giochi on-line con piattaforme illegali di siti web esteri abusivamente attive in Italia in assenza della prescritta autorizzazione dell’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. I siti di gioco erano alterati in modo da rendere impossibile per il giocatore effettuare vincite apprezzabili. Gli accusati avrebbero ottenuto supporto da diversi esercenti commerciali che “ospitavano” le illeciti piattaforme di gioco e di raccolta delle scommesse al fine di renderle fruibili al pubblico agevolando così il proposito delittuoso dell’organizzazione e assicurando cospicui profitti illeciti.

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