A testa alta Erika, dipendente in sala bingo a Civitavecchia (RM), critica duramente lo Stato italiano per l’indifferenza dimostrata in queste settimane nei confronti dei lavoratori del settore gioco legale.

“Visto che a noi non pensa mai nessuno scriverò ovunque pur di avere attenzione! Il settore del gioco legale che vi piaccia o meno permette a migliaia di famiglie di vivere una vita dignitosa, pagando regolarmente le tasse (troppe) e provvedendo al benessere di ogni singolo componente della famiglia senza pesare sulle spalle dello Stato (ladro), che anziché occuparsi dei suoi italiani (e ora dico in generale) pensa a tutt’altro. Non sto qui ad approfondire per non andare fuori tema. Noi dipendenti del gioco legale siamo lavoratori e non ladri e veniamo lasciati allo sbaraglio senza alcuna tutela, senza nessun reddito, senza nessun diritto, senza niente! Certo, noi per voi siamo niente! Quanto ci guadagni con il nostro sudore Stato? Bei soldini da parte nostra vi entrano nelle tasche che io sappia. Ci state penalizzando neanche fossimo criminali. Facciamo turni da 6/8 ore al giorno 6 giorni su 7, io tanto criminale non mi ci sento anzi, sono profondamente offesa da tutto ciò.

Se chiudono qualsiasi cosa riguardante il gioco legale, l’essere umano pur di giocare farebbe scommesse illegali facendo correre persino le formiche e puntando su di esse. Da quando esiste il mondo esiste il gioco e la mente dell’essere umano senza concetti ludici non è lontanamente concepibile. Sempre che io sappia e detta come viene, lo svago ci vuole. Si vuole penalizzare noi onesti lavoratori perchè la gente sta diventando ludopatica? Mi faccia capire, li andiamo a prendere a casa, li portiamo nelle sale da gioco, li frustiamo finchè non si rovinano? Perchè sa, presidente Conte, e gli altri che la pensano come lei, per questo ci state facendo passare. Poi che c’entra, ogni cosa va fatta nella giusta misura e senza esagerare. Chi si rovina con il gioco, chi con la droga e chi con altro, sta allo stesso individuo spendere i suoi risparmi con coscienza. Per non parlare del lavoro che svolgiamo a livello sociale e pure questo non lo dice mai nessuno…

Se chiudono le sale da gioco, sa quante famiglie con o senza bambini a carico si troverebbero disoccupate e nella “m…” più totale? (perdoni il termine, volevo rendere l’idea). Per fortuna io lavoro dentro un bingo da 10 anni, ora ne ho 29 e con questo lavoro ho una casa, ho due bimbi ecc. Sono potuta crescere, mi sono realizzata, e lavorare in un bingo mi ha dato la stessa dignità che può avere un dottore che salva le vite, un avvocato che difende la gente, un muratore che costruisce e tutti gli altri impieghi esistenti. Io quando sento queste cose, che bisogna chiudere questi posti e bla bla bla sinceramente mi cadono le braccia a terra. Credo che il lavoro sia un diritto di tutti a prescindere da quale sia il settore. Mia opinione Presidente Conte! Esiste ancora la libertà di pensiero e parola se non sbaglio!

#ORABASTA
#NONSIGIOCACONCHILAVORA
#RIAPERTURAGIOCOLEGALE

ed aggiungerei #NONSIAMONUMERI

#giuseppeconte #vitocrimi #luigidimaio

Saluti da una dipendente molto arrabbiata del Bingo Galleria di Civitavecchia”.

SE HAI DA DIRE QUALCOSA ANCHE TU, VUOI RACCONTARE LA TUA STORIA DI LAVORATORE DEL GIOCO LEGALE, INVIA UNA EMAIL A [email protected]

o un messaggio via facebook alla pagina Jamma-Il quotidiano del Gioco

Ricordati di indicare il tuo nome