A testa alta Fabio, operatore nel settore del gioco, chiede allo Stato di far ripartire le attività.

“Lo Stato ha bloccato l’apertura del gioco legale autorizzato sempre da lui con due licenze, una dei Monopoli e una di polizia, la quale certifica la condotta penale del titolare, ed ha aperto i settori più a rischio, perché? Non si sa, l’unica cosa certa è che dal gioco legale prende in tasse dirette, da prelievi sul giocato, milioni di euro ogni anno, basti pensare che con un aumento dello 0.5% ha previsto di raccogliere per i mesi rimasti del 2020 ed a campionati bloccati 40 milioni di euro. E chissà perché non decide ancora sulla ripartenza, essendo le sale più sicure di tantissimi settori aperti, esempio palestre e centri estetici. Così facendo sta alimentando il gioco illegale, quello che porta soldi alle mafie italiane. Urge nell’immediato che lo Stato si renda conto dello sbaglio che sta facendo e restituisca la dignità alle oltre 150mila persone impegnate nel settore, non può continuare con una falsa morale, dove prende e fa cassa e poi non restituisce. Se vuole eliminare il gioco, che inizi a farlo, ma dai gratta e vinci e lotterie che sono solo giochi aiutati dalla sorte e di nessuna abilità e conoscenza come le scommesse sportive”.

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