A testa alta Diana, lavoratrice nel settore del gioco, scrive al senatore Crimi (M5S).

“Non so chi sia questo signore, ma io penso che estremizzando in questa maniera il fattore gioco che colpisce i più deboli ecc. può solo attirare consensi da chi non gioca o da chi ha avuto brutte esperienze col gioco. Ma nel mezzo ci sta il 90% di tutta l’utenza, chi spende 5 euro e spera di svoltare la sua vita, chi gioca una schedina con un amico e fa 2 chiacchiere e chi controlla i risultati con entusiasmo e guarda in tv l’ultima partita tifando contro la propria squadra che in schedina ha messo perdente. Anche il fumo e gli alcolici sfruttano le debolezze della gente e in più fanno male, ma anche alcol e sigarette se consumate con moderazione possono essere elementi di vita. Naturalmente se invece uno parla di gente che si rovina con l’alcol e rovina la propria famiglia picchiando la moglie e turbando i bambini piccoli costretti a vivere in condizioni disumane, per non parlare della guida in stato di ebbrezza, allora auguriamoci che anche questo non ci sia più dopo il Coronavirus. Un’ultima cosa, la fortuna e la sfortuna o la casualità, chiamatela come volete, sta in tutte le cose, anche questo capo politico senza la sua buona dose di fortuna non sarebbe dove è”.

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