“La catena del gioco legale subisce l’infiltrazione della criminalità, identificare il settore con le mafie è inverosimile”.

Così Ranieri Razzante , esperto di legislazione antiriciclaggio e antiterrorismo, oggi a Roma per il convegno ‘Le Regole del Gioco‘ . “L’appetibilità di questo settore sta nel fatto che si cerchino attività dove c’è un frazionamento territoriale. Il settore ne subisce il rischio aziendale”. “A volte qualcuno decide di colludersi con il riciclaggio, ma questo si verifica in  ogni categoria di attività. Il rischio lo corriamo tutti, se io non mi presto devo evitare che a casa mia entri qualcuno che io non voglio, è questo il soggetto che noi non dobbiamo far entrare nelle nostre sale. C’è una minoranza di soggetti che invece, allettati dal mafioso che porta budget, lo permettono. Le regole che abbiamo in Italia sul gioco in altri Paesi non le hanno, quindi non siamo certo un Paese dove ci prestiamo facilmente alla malavita. Ci sono altri Paesi dove è molto più facile”.

“Il mio messaggio è questo” conclude Razzante “le infiltrazioni mafiose non sono solo nel gioco, il settore in alcuni casi le subisce, ma questo lo si può evitare, non dobbiamo subirle passivamente”. “Quando la faremo una legislazione europea sul gioco? Perchè solo in Italia ci sono norme, e siamo sempre all’avanguardia, mentre ancora posso andare in alcuni Paesi e fare quello che voglio? In Italia stiamo ancora a parlare di distanziometro. Più lontano sei e prima arriva il mafioso dal giocatore”.

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