tar tribunale
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(Jamma) – Racket sulle slot in nome del clan Cesarano: condannati a 18 anni di carcere complessivi i vertici della cosca con base a Castellammare e Pompei, in provincia di Napoli. Il verdetto è arrivato nel pomeriggio di ieri. La pena più pesante è stata inflitta a l’uomo ritenuto l’ultimo capoclan della cosca specializzata in droga ed estorsioni: per lui 7 anni e due mesi di carcere (il pm aveva chiesto 8 anni e 8 mesi). Stangata anche per l’imprenditore che avrebbe raccolto i soldi del pizzo imposto ai commercianti delle “macchinette”. Per lui la condanna è di 6 anni e 7 mesi a fronte degli 8 anni proposti dall’Antimafia.
Condannato a 5 anni e 1 mese di reclusione il terzo imputato, per il quale la Dda aveva chiesto 6 anni di reclusione. I 3 imputati – giudicati con il rito abbreviato – sono tutti accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Oltre ai 3 imputati c’è anche il boss che ha deciso di ricorrere al rito ordinario e il suo processo verrà celebrato a Torre Annunziata. Per gli inquirenti i 4 imputati avrebbero imposto la legge del pizzo con richieste sempre più esose ad un imprenditore specializzato nell’installazione delle slot.

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