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In Piemonte è in aumento l’evasione legata al gioco d’azzardo: si è passati da circa 950 mila euro nel 2017 a quasi quattro milioni e mezzo nel primo semestre dell’anno in corso.

È quanto ha comunicato il generale Giuseppe Grassi, comandante regionale della Guardia di Finanza nel corso dell’audizione della terza Commissione (presidente Raffaele Gallo) e quarta (Domenico Rossi), riunite congiuntamente per fare il punto sull’applicazione della legge regionale di contrasto alla ludopatia entrata in vigore due anni fa.

“Il volume dell’evasione è aumentato anche perché da parte nostra è stata raffinata la capacità operativa e di intervento, che avviene in maniera molto mirata” ha sottolineato Grassi.

Nella nostra regione il gioco d’azzardo ha un volume d’affari annuo intorno ai cinque milioni, dei quali uno nella sola provincia di Torino, mentre le strutture autorizzate sono circa tremila.

Come ha piegato il comandante regionale, le Fiamme Gialle operano in primo luogo per contrastare l’evasione delle imposte legate alla pratica del gioco, per poi affrontare tutti gli altri aspetti illegali, a carattere penale e amministrativo, in sinergia con tutte le altre forze di polizia. Inoltre i finanzieri svolgono attività di prevenzione, rivolta principalmente ai giovani nelle scuole.

Lo scorso anno i controlli sono stati 246 e hanno permesso di accertare 71 irregolarità, sette punti clandestini, di elevare 536 verbali e di sequestrare circa 2400 apparecchi.

Dall’inizio del 2018 ad oggi, i controlli sono stati 236, le irregolarità accertate 52, i luoghi clandestini due, i verbali 440 e i sequestri di terminali 98.

Per quanto riguarda la legge regionale, le violazioni sono state 35: ventidue per quanto riguarda il rispetto delle previste distanze dai luoghi sensibili e tredici sugli orari.

“Effettuiamo controlli sulle schede di gioco per accertarne la regolare registrazione. Le violazioni più frequenti riguardano le alterazioni dei flussi telematici e le cosiddette doppie schede di gioco, ma grazie a sofisticati software siamo in grado di risalire i dati non comunicati. Il volume di gioco non registrato, viene solitamente dirottato all’estero, in paesi dell’Est Europa o mediterranei, come Cipro e Malta, e costituisce una ghiotta occasione di riciclaggio” ha aggiunto il generale.

Sono intervenuti a chiedere delucidazioni, i consiglieri Luca Cassiani (Pd), Andrea Tronzano e Luca Rossi (Fi), Giorgio Bertola (M5s), Marco Grimaldi (Leu) e lo stesso presidente Rossi.

“Abbiamo registrato un incremento di circa il ventidue per cento per quanto riguarda il gioco ondine, mentre per quanto riguarda il Piemonte il fenomeno della criminalità organizzata che si infiltra nel gioco d’azzardo non ha ancora superato la soglia di criticità” ha concluso Grassi.

Pieno sostegno alla legge regionale è arrivato da Libera Piemonte, intervenuta in audizione con la referente Maria Josè Fava.

“Sono ormai quindici anni che ci occupiamo del fenomeno del gioco d’azzardo, ricordo che abbiamo operato anche con l’Osservatorio regionale sui fenomeni di usura estorsione e sovraindebitamento, proprio perché la stessa usura è una drammatica conseguenza del gioco d’azzardo” ha precisato Fava.

Per Libera, limitare il gioco come previsto dalla legge regionale, è poi un concreto aiuto alla lotta alla criminalità organizzata.

“Dagli studi effettuati dalla Commissione parlamentare antimafia, è soprattutto il gioco legale ad alimentare gli interessi delle mafie che traggono profitti slot machine e dalle videolottery per riciclare denaro frutto di attività illecite” ha concluso la referente di Libera.

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