“L’Italia continua ad essere un mercato estremamente interessante per Codere. Inutile nascondere le difficoltà incontrate in questi anni e dovute soprattutto all’incertezza normativa, ai costanti aumenti di tassazione e alla instabilità politica. Tutto ciò ha portato la politica a trascurare le reali problematiche del settore per inseguire temi più spendibili di fronte all’opinione pubblica e che avrebbero portato maggiori consensi”. Così, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Alejandro Pascual (nella foto), regional manager Europe e coo di Codere Italia.

“La pandemia ha certamente impattato su tutti i settori con effetti in termini occupazionali e finanziari, ma ha avuto conseguenze altrettanto devastanti sulle persone da un punto di vista della socializzazione e psicologiche. E tutti questi aspetti sono da tenere in eguale considerazione. Per quanto riguarda il gioco legale, in un anno, 300 giorni di chiusura hanno prosciugato le riserve economiche, peraltro già scarse, delle aziende e la mancanza di supporti da parte del governo sembrerebbe avere già costretto molti a rinunciare definitivamente alle attività. Le chiusure degli esercizi di gioco legale hanno generato una profonda crisi occupazionale: i ristori sono stati insufficienti e quando sono arrivati lo hanno fatto in ritardo”. “L’incertezza – spiega – rispetto ai tempi di riapertura delle sale, anche a valle dell’ultimo decreto che ha indicato date certe per le riaperture della maggior parte delle categorie meno che per il gioco legale, sta alimentando un meccanismo di sfiducia generale in coloro che vivono grazie al gioco pubblico. Partiamo da una situazione già molto critica in cui il settore è stato demonizzato dalla politica e dalla stampa di fronte all’opinione pubblica”. “Questo – avverte – ha innescato un processo di discredito progressivo che ha portato a considerare il settore non solo come ‘non essenziale’ facendo dimenticare che per 150.000 famiglie, che vivono di gioco pubblico, portare a casa lo stipendio è sicuramente essenziale, ma addirittura qualcuno ha salutato con favore la devastazione di un comparto che garantisce l’1% del pil italiano”.

“Il settore ha bisogno di certezze e di stabilità. Aspettiamo la finalizzazione del ‘riordino’ dal 2014”. Così, in un’intervista all’Adnkronos/Labitalia, Alejandro Pascual, regional manager Europe e coo di Codere Italia. “L’onorevole Baretta, negli ultimi due suoi mandati come sottosegretario al Mef con delega ai giochi, ha portato avanti un importante lavoro – ricorda – che non può essere interrotto ora, in un momento in cui l’urgenza è diventata emergenza. Spero che in questo clima di collaborazione all’interno del nuovo governo non si trascuri un argomento così importante per tante aziende e per tanti lavoratori”. “Confido – sottolinea – che il nuovo sottosegretario con delega ai giochi, Claudio Durigon, si faccia portatore delle istanze e delle esigenze del settore. Già prima della pandemia abbiamo spiegato che senza un riordino, che intervenga sulle normative locali, sarebbe stato impossibile esperire le gare. L’incertezza legata alle normative territoriali e la conseguente mancanza di garanzie sulla spendibilità delle concessioni erano già motivazioni importanti per riflettere sul tema”. “Lo stesso Consiglio di Stato – chiarisce – è già intervenuto su questo argomento sancendo l’impraticabilità dei bandi predisposti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. In questo momento, poi, immaginare investimenti da parte di un settore allo stremo sembra veramente impossibile. I problemi sono chiari ed evidenti e la stessa Agenzia ne è consapevole. Lo scenario più verosimile potrebbe vedere una proroga, inizialmente gratuita per consentire agli operatori di tornare a respirare e a rimettere le aziende in condizione di operare, e solo successivamente onerosa, dove però l’onerosità dovrà essere misurata e non decisa sulla base delle necessità di cassa dello Stato. Solo così il gioco legale potrà continuare a costituire l’argine dell’illegalità e a garantire gettito erariale”.