Il discusso art. 26, contenuto nella nuova legge del Piemonte per il gioco, che ha concesso agli esercenti di re-installare gli apparecchi ha destato sin dall’inizio grandi perplessità.

Un articolo su La Stampa di oggi titola: “Niente slot all’interno dei bar”.

“La norma – aveva commentato l’avvocato Luca Giacobbe (nella foto) – effettua una discriminazione tra operatori, solo gli esercizi primari (ex art. 3 comma 1 lettere c) e d)) possono fare istanza insieme ai “titolari di autorizzazione rilasciata dall’ADM”.

Il testo non è di semplice lettura ma va data una interpretazione sistematica nel senso di individuare nei beneficiari non tutti gli esercenti generalisti altrimenti avrebbe richiamato l’art. 3 comma 1 lett. e).

In via immediata, si potrebbe sostenere che il legislatore abbia inteso includere nella platea dei beneficiari le sole rivendite tabacchi e le ricevitorie muniti di autorizzazione ADM.

È da discutere però se l’iscrizione nell’elenco RIES degli esercizi generalisti possa valere quale autorizzazione di ADM; è importante considerare, infatti, che il decreto RIES all’art. 7 fa riferimento al rilascio di una certificazione di iscrizione in favore dell’esercente che viene rilasciata da ADM quale titolo abilitativo ai fini della stipula di un contratto con un concessionario ed all’esito di un procedimento amministrativo di verifica di requisiti soggettivi e oggettivi”.

Su questo punto, ora è urgentissimo, un chiarimento da parte della Regione che avrebbe il merito quantomeno di dare indicazioni chiare al settore.