Via libera definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge Green pass. Il testo è stato approvato con 300 voti a favore e 33 contrari. Il provvedimento, varato dall’esecutivo il 21 settembre, disciplina le modalità per estendere l’obbligo della certificazione nei luoghi di lavoro del settore pubblico e privato. Sia al Senato, sia alla Camera è stato approvato dal governo con la questione di fiducia.

Nel testo è previsto che le somme trasferite a Sport e Salute S.p.A. per il pagamento delle indennità per i collaboratori sportivi connesse all’emergenza Covid, ma non utilizzate, siano riversate per il 50% al «Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano» e – in seguito a una modifica introdotta in sede referente – per il restante 50% al «Fondo per potenziare l’attività sportiva di base», invece che al cosiddetto Fondo Salvasport, previsto nel testo originario del Decreto e alimentato (nel limite massimo di 40 milioni di euro per l’anno 2020 e 50 milioni di euro per l’anno successivo) con una quota, pari allo 0,5%, del totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere (anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo, sia on-line, sia tramite canali tradizionali) al netto della quota riferita all’imposta unica sui concorsi pronostici e sulle scommesse.

L’articolo 6, si legge, “introduce misure a favore delsettore sportivo dirette, da un lato, a rinviare di un mese il termine per l’utilizzo, da parte della Società Sport e Salute, dei fondi destinati al pagamento delle indennità per i collaboratori sportivi connesse all’emergenza COVID-19, in considerazione della complessità della procedura che coinvolge anche l’INPS e, dall’altra, vista la grave crisi che continua ad attraversare il settore sportivo a causa dell’emergenza pandemica, a mantenere all’interno del sistema sportivo le risorse stanziate e non utilizzate, destinandole a fondi dedicati, al fine di sostenere i collaboratori sportivi nel periodo di emergenza sanitaria. In particolare, con il riversamento al Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano, le risorse potranno essere utilizzate per sostenere la maternità delle atlete non professioniste, per garantire il diritto all’esercizio della pratica sportiva quale insopprimibile forma di svolgimento della personalità del minore e per incentivare l’avviamento all’esercizio della pratica sportiva delle persone disabili mediante l’uso di ausili per lo sport. Con il riversamento al Fondo per il rilancio del Sistema sportivo nazionale, invece, le risorse potranno essere destinate ad assicurare un ulteriore sostegno all’attività sportiva di base, anche attraverso finanziamenti a fondo perduto da attribuire alle associazioni e società sportive dilettantistiche”.

Nel dettaglio “le somme trasferite a Sport e Salute s.p.a per il pagamento delle indennità per i collaboratori sportivi connesse all’emergenza COVID-19 di cui all’articolo 44 del decreto-legge 25 maggio 2021, n.73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n.106, non utilizzate, sono riversate, in deroga a quanto previsto dal comma 13 del suddetto articolo 44, entro il 15 ottobre 2021, all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate per il 50 per cento al «Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano» di cui all’articolo 1, comma 369, della legge 27 dicembre 2017, n.205, e per il restante 50 per cento al «Fondo per il rilancio del Sistema sportivo nazionale» di cui all’articolo 217 del decreto-legge 19 maggio 2020, n.34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n.77”.