L’Agenzia delle Entrate pubblica un chiarimento in merito all’obbligo di trasmissione dei corrispettivi nel caso in cui il distributore automatico funzioni solo attraverso una chiave di ricarica.

La società X spiega di gestire un distributore che non consente l’incasso di denaro, i piani di ricarica e gli abbonamenti vengono acquistati direttamente alla reception della palestra, che incassa le somme per conto dell’istante e comunica al cliente che la ricevuta di pagamento gli verrà recapitata per posta elettronica dall’istante, tramite proprio software.

Alla fine della giornata, l’istante controlla le transazioni intervenute per tutti idistributori concessi in comodato d’uso ed annota il totale nel registro dei corrispettivi. Alla fine del mese, in base alla rendicontazione di tutte le palestre, l’istantecomunica a ciascuna di esse l’importo che dovranno bonificargli (corrispondente agliincassi effettuati per suo conto), nonché l’importo che dovranno fatturare nei suoiconfronti (corrispondente alla provvigione sulle vendite). Considerata la diversità dei propri distributori rispetto a quelli tradizionali -incasso esclusivamente tramite reception per i primi, inserendo il denaro o la chiavetta per i secondi – l’istante chiede quali siano gli adempimenti da porre in essere.

SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE

In quanto esercente un’attività di commercio al minuto tramite distributoriautomatici senza raccolta di denaro, l’istante, in sintesi, ritiene: – di non dover censire i distributori presso l’Agenzia delle entrate; – di dover trasmettere telematicamente i corrispettivi solo a partire dal 1° gennaio2020.

PARERE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, dispone: “1. Adecorrere dal 1° gennaio 2020 i soggetti che effettuano le operazioni di cui all’articolo22 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, memorizzanoelettronicamente e trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativiai corrispettivi giornalieri. La memorizzazione elettronica e la connessa trasmissionedei dati dei corrispettivi sostituiscono gli obblighi di registrazione di cui all’articolo24, primo comma, del suddetto decreto n. 633 del 1972. Le disposizioni di cui aiperiodi precedenti si applicano a decorrere dal 1° luglio 2019 ai soggetti con volume d’affari superiore ad euro 400.000. Per il periodo d’imposta 2019 restanovalide le opzioni per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica deidati dei corrispettivi esercitate entro il 31 dicembre 2018. Con decreto del Ministrodell’economia e delle finanze, possono essere previsti specifici esoneri dagliadempimenti di cui al presente comma in ragione della tipologia di attività esercitata.(…).2. A decorrere dal 1° aprile 2017, la memorizzazione elettronica e latrasmissione telematica dei dati dei corrispettivi di cui al comma 1 sono obbligatorieper i soggetti passivi che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi tramitedistributori automatici. (…).” In attuazione di tali previsioni, è stato anzitutto emanato il provvedimento del 30giugno 2016, che al punto 1, una volta ridenominati i distributori automatici comevending machine, dispone: “1.2 Per “vending machine” si intende un apparecchioautomatizzato che eroga prodotti e servizi su richiesta dell’utente, previo pagamentodi un corrispettivo.1.3 La vending machine è costituita da una o più “periferiche di pagamento” checontrollano uno o più apparecchi erogatori. Le periferiche di pagamento controllanol’erogazione di beni e servizi di una vending machine mediante un “sistema master”,che registra ogni somma incassata dalle periferiche di pagamento.1.3 È considerata periferica di pagamento anche la cosiddetta “torre diricarica”, apparecchio mediante il quale, previo pagamento di una determinatasomma, è possibile generare un credito, utilizzabile mediante una “chiavetta” o altroapparecchio mobile, per l’erogazione di beni e servizi da vending machine.” In via interpretativa, si può definire vending machine qualsiasi apparecchio cheeroga beni e servizi – direttamente (es. cibi e bevande) o indirettamente (es. gettoni dainserire in altri apparecchi per farli funzionare o ricarica di chiavette, card etc.) – ed ècostituito almeno dalle seguenti componenti hardware, tra loro collegate: – uno o più sistemi di pagamento; – un sistema elettronico (c.d. “sistema master”) costituito da una o più schededotate di processore, capace di memorizzare ed elaborare dati al fine di erogare il beneo servizio selezionato; – un erogatore di beni e servizi, ossia l’insieme dei meccanismi che consentonol’erogazione del bene o servizio selezionato. Nel caso di specie, il distributore non è predisposto per accettare il pagamento[…], che possono essere acquistate – con piano a ricarica o in abbonamento -esclusivamente alla reception della palestra. Tale caratteristica appare incompatibile con la definizione di vending machinerecata dal citato provvedimento, stante l’assenza di “periferiche di pagamento”funzionali all’incasso dei corrispettivi. Ciò inibisce, oltretutto, l’applicabilità del punto2 del medesimo provvedimento, ai sensi del quale le informazioni da trasmetteretelematicamente riguardano “le somme incassate, in qualsiasi modalità, dalle singoleperiferiche di pagamento”. Il distributore, infatti, non incassando somme, nonmemorizza dati corrispondenti da trasmettere. In senso conforme la risoluzione n. 44/Edel 5 aprile 2017, in cui si escludono dall’obbligo di cui all’articolo 2, comma 2, delD.Lgs. n. 127 del 2015, i distributori meccanici “privi di una scheda elettronica checontrolla l’erogazione – diretta o indiretta – e memorizza le somme incassate”. Le somme incassate dalle palestre, peraltro, sono comunque documentatemediante l’emissione di ricevute, che vengono inviate all’indirizzo di posta elettronicadei clienti. Ne discende la corretta certificazione dei corrispettivi indipendentementedagli obblighi di censimento, di memorizzazione e di trasmissione delle informazioniai quali sono soggette le vending machine. Stante l’assimiliazione delle cessioni di alimenti e bevande tramite distributoriautomatici alle prestazioni di servizi (somministrazioni) – ex Tabella A, Parte Terza, n.121, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972 – tale conclusione è in linea con l’articolo 6 delmedesimo decreto, ai sensi del quale “Le prestazioni di servizi si consideranoeffettuate all’atto del pagamento del corrispettivo” (comma 3); “L’imposta relativa alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi diviene esigibile nel momento in cui leoperazioni si considerano effettuate” (comma 5). Applicata al caso in rassegna, tale previsione comporta che le ricariche […],quando anche effettuate tramite una vending machine e finalizzate all’acquisto […]presso altre vending machine, non ricadrebbero negli obblighi di memorizzazione etrasmissione telematica dei dati dei corrispettivi ex articolo 2, comma 2, del D.Lgs. n.127 del 2015, posto che le ricariche sono già state documentate, prima dell’erogazione[…], con l’emissione di una ricevuta fiscale. Ne discende che la fattispecie in questione è esclusa dall’ambito applicativo delpredetto articolo 2, comma 2, con la conseguenza che, fino al 31 dicembre 2019, lecessioni effettuate dall’istante sono correttamente certificate con l’emissione dellaricevuta fiscale e l’annotazione nel registro dei corrispettivi di cui all’articolo 24, primocomma, del D.P.R. n. 633 del 1972. In ogni caso, a decorrere dal 1° gennaio 2020, la certificazione dei corrispettiviper le operazioni di cui all’articolo 22 del D.P.R. n. 633 del 1972 è perseguitaattraverso la trasmissione telematica ex articolo 2, comma 1, del D.Lgs. n. 127 del2015, che è sostitutiva – oltre che della registrazione di cui al citato articolo 24 delD.P.R. n. 633 del 1972 – anche degli obblighi di certificazione fiscale di cui all’articolo12, comma 1, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, e al decreto del Presidente dellaRepubblica 21 dicembre 1996, n.696.

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