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(Jamma) – “Interveniamo – scrive in una nota Stefano Cantoni – presidente Fiepet Confesercenti Parma – sull’argomento del gioco lecito con premi in denaro, impropriamente chiamato gioco d’azzardo, regolamentato da numerose leggi e disposizioni nazionali, ragionali e comunali”.

Nei giorni scorsi – prosegue Cantoni – sono apparsi titoli sulla stampa che hanno creato apprensionee preoccupazione in tantissimi titolari di di attività commerciali, in particolarie bar e tabaccherie ove sono collocate le cosidette slot o macchinette del Comune di Parma.

Riepilogando la normativa occorre chiarire che quandto sta accadendo discende da una legge regionale approvata nel 2013, la numero 5, la quale, sull’onda di provvedimenti liberticidi, è intervenuta pesantemente sul settore del gaming, provocando ad oggi anche la chiusura di piccole imprese artigianali che si occupano del noleggio e della manutenzione delle macchine con conseguente perdita di posti di lavoro.

E’ appena il caso di evidenziare – afferma Stefano Cantoni – come le slot non siano uno dei giochi più praticati dai giocatori.

In verità in questo modo si spazza via la piccola impresa per creare concentrazioni in grandi sale scommesse, ove già ora si possono utilizzare macchine che funzionano a 500 euro e si incentivano le giocate online, ossia senza alcuna mediazione tra giocatori e macchina, cioè si spostano quote di mercato da un canale all’altro, con la forza della legge.

La norma regionale e comunale infatti prevede la ricollocazione obbligatoria per tutte quelle sale giochi o scommesse a meno di 500 mt dai punti sensibili entro sei mesi, con possibilità di proroga.

I provvedimenti interessano tutti i comuni  della Provincia di Parma e diverse continaia di attività nei quali il gioco a premi si è inserito compiutamente in tutti questi anni.

Tuttavia al contrario di quanto previsto per le sale scommesse ei Bingo, nei bar e nelle attività commercaili, le slot legali e già autorizzate, anche se in esercizi a meno di 500 mt dai luoghi sensibili, andranno a scadenza di contratto con concessionario e quindi indicativamente saranno eliminate solo da marzo 2022.

Pertanto baristi, commercianti e tabaccai fino a quel periodo, salvo scelte personali di recesso dal contratto, potranno continuare ad offire questo servizio di intrattenimento e svago”.

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