Gianfranco Fiorentini

La IV Sezione del Consiglio di Stato ha emesso oggi un’ordinanza con cui ha accolto l’istanza di sospensiva di Romagna Giochi in appello contro la sentenza del TAR ER n. 831/22.

Nell’ordinanza si legge: “La questione riguarda la gestione di sale giochi sul territorio del Comune di Forlì e che sulla tematica delle ludopatie la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha adottato una deliberazione (12 giugno 2017, n. 831) che ha vietato le aperture di locali dedicati al gioco lecito nonché la conduzione di sale gioco e sale scommesse già operanti alla data dell’entrata in vigore della legge, che si trovino ad una distanza inferiore a 500 metri rispetto ad una serie di luoghi individuati come sensibili; la Giunta del Comune di Forlì ha approvato (delibera n. 481 del 28.12.2017) la mappatura dei luoghi sensibili ai sensi della l.r. 4.7. 2013, n. 5, individuando gli esercizi collocati ad una distanza inferiore a 500 metri dai medesimi; con successivi provvedimenti del Dirigente del servizio comunale SUAP in data 5.6.2018 è stata intimata entro il 30.6.2018 la chiusura delle sale giochi esercitate dalla parte appellante; in relazione a detta ordinanza di chiusura si è sviluppata una lunga istruttoriaN. 10019/2022 REG.RIC. successivamente al citato provvedimento di chiusura; parte appellata, il Comune di Forlì, ha adottato in data 21.12.2022 una nuova ordinanza di chiusura della sala giochi dell’appellante per la quale era stato comunicato il relativo avviso di avvio del procedimento in data 28.2.2020 (pg 18317); in relazione a detto nuovo provvedimento di chiusura, parte appellante si è riservata di proporre ricorso; vengono in rilievo valori costituzionalmente rilevanti perché relativi, da un lato, alla tutela della salute e, dall’altro, all’esercizio delle attività economiche, pur restando impregiudicata la decisione nel merito dell’appello; sotto il profilo del periculum, va considerata la prevalenza dell’esigenza alla continuazione dell’attività commerciale rispetto a quella della definizione della questione in considerazione dell’attività sin qui svolta, che, a quanto consta dagli atti in causa, non ha subito interruzioni; rilevato pertanto che la domanda cautelare deve essere accolta; ritenuto che sussistono giusti motivi di compensazione delle spese; il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) accoglie l’istanza cautelare (Ricorso numero: 10019/2022) e, per l’effetto, sospende l’esecutività della sentenza impugnata. Fissa per il giorno 18 maggio 2023 l’udienza per la definizione della controversia”.

“Il CDS conferma con questo provvedimento l’indirizzo già adottato per cui in fase cautelare ha la prevalenza l’esigenza alla continuazione dell’attività commerciale rispetto a quella della definizione della questione nel merito“, ha spiegato l’avvocato Gianfranco Fiorentini (nella foto).

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