Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) ha accolto – tramite decreto – il ricorso presentato da una sala bingo contro Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Ministero dell’Economia e delle Finanze, in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della “nota (…) con cui l’Agenzia intima alla ricorrente il pagamento dei canoni per l’esercizio delle concessioni Bingo in proroga tecnica n. 081/T1/TL/07 e n. 254/T1/08/R per il periodo intercorrente da novembre 2020 a maggio 2021 (compresi), durante il quale l’attività era rimasta chiusa in ossequio ai provvedimenti adottati a livello nazionale per fronteggiare e contenere l’epidemia da COVID 19; con la medesima nota l’Agenzia rappresenta alla ricorrente che il mancato pagamento comporterà l’escussione delle fideiussioni depositate e l’avvio di procedimenti sanzionatori ed a titolo di penali; della nota Prot. 430813/RU adottata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione Giochi Ufficio Bingo il 18.10.2022, con cui la stessa asserisce che il pagamento dei canoni in questione sarebbe correlato alla possibilità della società di svolgere l’attività oggetto di concessione – poiché i titoli, ancorché scaduti, sono in proroga tecnica – e che per tale ragione il quantum mensile da versarsi (per ciascuna concessione) sarebbe pari ad € 7.500,00 per un totale di € 52.500,00 (per ciascuna concessione); di ogni altro atto preordinato, connesso o consequenziale a quelli impugnati, ivi inclusa, per quanto occorrer possa e nei limiti del presente ricorso, la nota Prot. 12254/RU adottata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione Giochi Ufficio Bingo relativamente alla Legge di Bilancio 2021; nonché per l’accertamento dell’inesistenza dell’obbligo di corresponsione dei canoni per l’esercizio delle concessioni Bingo n. 081/T1/TL/07 e n. 254/T1/08/R in proroga tecnica in ordine alle mensilità riferibili al periodo novembre 2020 – maggio 2021 (compresi), durante il quale l’attività era stata sospesa e le sale gioco chiuse in ossequio alle disposizioni normative adottate a livello nazionale per fronteggiare e contenere l’epidemia da COVID 19 e, ad ogni buon conto, per l’accertamento dell’inesistenza dell’obbligo di pagamento dei canoni concessori nel quantum determinato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione Giochi Ufficio Bingo”.

Spiega il Tar: “Premesso che funzione del decreto cautelare non è quella di anticipare il giudizio, ma solo quella di prevenire pregiudizi irreversibili, tali che non possano essere evitati nemmeno dalla misura cautelare collegiale; dato atto che, a questi fini, la gravità del danno va valutata con una ragionevole comparazione degli effetti che il provvedimento cautelare produce sui contrapposti interessi delle parti; considerato che: alla luce dei dati concreti che connotano la fattispecie del gravame depositato e la posizione legittimante della società ricorrente, quale soggetto già inciso dalla richiesta di pagamento del canone di «proroga tecnica» nel termine di 15 giorni dal ricevimento della nota gravata, si possono ritenere sussistenti i presupposti dell’estrema gravità ed urgenza richiesti dall’art. 56, primo comma, del c.p.a., stante l’oggettiva ed immediata lesività del provvedimento impugnato, nella comparazione con gli opposti interessi pubblici legati alla persistenza delle garanzie per esazione del credito erariale (possibilità di escussione della garanzia fideiussoria sino al 31 dicembre dell’anno in corso); si può senz’altro porre rimedio ai rappresentati pregiudizi sospendendo, nelle more, l’escussione delle fidejussioni all’uopo depositate, nonché l’irrogazione delle sanzioni a titolo di penale; tali circostanze in fatto inducono a concedere la misura cautelare richiesta con effetti sino e non oltre la data della camera di consiglio utile del 23 novembre 2022, nel cui contesto potranno essere assunte le eventuali determinazioni collegiali idonee alla definizione del giudizio nello stato in cui versa”.

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