L’Associazione delle agenzie scommesse italiane ha inviato nei giorni scorsi una lettera aperta a concessionari e Federazione dei Tabaccai per manifestare contrarietà alla misura che incrementa il prelievo sulle scommesse per alimentare il Fondo salva-sport, chiedendo a questi di condividere una azione di sensibilizzazione verso la politica.

Questa la risposta di STS Fit a firma del presidente Giorgio Pastorino

“Collega operatore,

apprendere che nella bozza del decreto legge Rilancio, questi giorni sul tavolo del Governo, ci sia una norma che prevede una tassa sui volumi della raccolta delle scommesse ha lasciato sconcertati, come te, anche noi.

Si tratta dell’ennesimo colpo a un settore, quello del gioco, che sta vivendo un’estrema sofferenza e che mai ci saremmo aspettati venisse ulteriormente colpito dal Governo con una nuova e ulteriore tassazione. Dopo due mesi di chiusura e una riapertura che non è neanche all’ordine del giorno, l’intero settore è ormai in ginocchio. Oltre tutto, dopo anni di politiche miopi che hanno aumentato la pressione fiscale a livelli inverosimili, spremendo il gioco fino all’osso, questa misura rischia di essere senz’altro il colpo di grazia.

Per tale motivo, come sicuramente avrai letto, il nostro Sindacato ha manifestato fin dal primo momento la sua contrarietà all’ipotesi già rimbalzata su tutti i giornali, denunciando non solo l’assente senso di realtà di una simile decisione, ma anche i risvolti dannosi sulla competitività del mercato legale rispetto a quello illegale. Perché proseguire a scommettere presso i nostri negozi, quando in quelli della “concorrenza” la stessa scommessa vale di più?

Per questo abbiamo espresso a gran voce le nostre preoccupazioni e per questo continueremo a farlo, presso tutte le sedi istituzionali competenti auspicando che vi sia un cambio di rotta: se l’Italia deve ripartire, anzi “essere rilanciata” per utilizzare il nome stesso del provvedimento, deve farlo con noi. Noi dobbiamo essere il motore da rimettere in moto, e non la benzina da bruciare per farlo accendere.
E ciononostante, la nostra voce è quella dei tabaccai ricevitori di giochi pubblici, tra cui appunto vi sono anche le scommesse, e non quella di un concessionario di giochi, rispetto ai quali svolgiamo senz’altro un ruolo differente nell’ambito della filiera.

In tale ottica, onde trovare una valida sponda alle vostre istanze, non possiamo che rimandarvi agli stessi concessionari, o eventualmente alle federazioni che li rappresentano. L’augurio, ovviamente, è che possiate trovare un punto di incontro e una linea comune da percorrere di fronte alle Istituzioni per superare scelte frettolose che, come quella da ultimo paventata dal Governo, rischiano di causare un disastro epico, mandando in fumo migliaia di posti di lavoro.

Da parte nostra proseguiremo senz’altro a rappresentare, come già fatto i giorni scorsi, tutta la nostra perplessità a simili soluzioni, a tutela tanto dei nostri associati quanto del buon funzionamento del mercato delle scommesse in generale”.