“Al ministro ho rappresentato le nostre priorità, partendo da un ragionamento che riguarda il metodo, su cui siamo perplessi. A noi va bene l’ascolto, ma abbiamo suggerito di trasformarlo in dialogo. Bisogna avere la possibilità di interagire. E poi abbiamo chiesto di fare sintesi, assieme alla controparte sindacale. È giusto discutere con loro dei problemi che riguardano tutte le parti sociali”. Così Maurizio Stirpe (nella foto), Vice Presidente di Confindustria per il Lavoro e le relazioni industriali in un’intervista a la Stampa, dopo il primo faccia a faccia con il neo ministro per il Lavoro Andrea Orlando.

“E il momento di fare presto – ha detto Stirpe – sette mesi fa abbiamo presentato un progetto di riforma degli ammortizzatori sociali e non ci è stato dato nessun tipo di riscontro. E la cosa paradossale è che se non lo mettiamo in pratica non possiamo eliminare il blocco dei licenziamenti. Ci vuole pragmatismo”. E su questo tema Stirpe ha affermato: “La nostra posizione è chiara: è corretto fermare i licenziamenti per tutte le attività che sono ferme per decreto, che devono continuare a ricevere la cassa Covid gratuita e il differimento degli oneri fiscali e contributivi”. Invece “per quanto riguarda le aziende che magari hanno ridotto i loro livelli di attività ma possono continuare a lavorare – ha aggiunto – è necessario che si torni a regimi ordinari. Devono riposizionarsi sul mercato il più in fretta possibile. Abbiamo suggerito di affrontare altre priorità. Bisogna intervenire per mitigare gli effetti del decreto dignità per quanto riguarda le causali relative ai contratti a termine. Partendo dalla considerazione che dei 444 mila nuovi disoccupati, la maggior parte è a termine e quindi, proprio per venire incontro ai settori che hanno usufruito di questi lavoratori, occorre agevolare anche provvisoriamente questo regime per recuperare quanti più posti possibile” – ha osservato il Vice Presidente che ha poi affrontato il tema delle pensioni: “Anche qui siamo stati chiari. Abbiamo la legge Fornero che prevede già delle mitigazioni, si tratterebbe di estendere il regime delle salvaguardie anche ad altri casi, ma quella norma esiste, è inutile metterla in discussione ogni anno. Magari agiamo sulle circostanze che ne possono attutire gli effetti”.

E sul reddito di cittadinanza Stirpe ha fatto notare che “se si fa la riforma degli ammortizzatori bisogna stralciare la parte relativa alle politiche del lavoro. Dovrebbe rimanere come strumento di contrasto alla povertà, irrigidendo i criteri”.

Per quanto riguarda i rapporti con il Governo Draghi e la politica, Stirpe ha espresso l’auspicio che ci sia la giusta attenzione sia alle esigenze, degli industriali che a quelle dei lavoratori. “Mi aspetto che il governo le prenda in giusta considerazione. Le esigenze sono chiare, a prescindere dal colore politico. Penso che la strada sia abbastanza obbligata, le cose da fare sono semplici.”

Quanto alla collocazione dell’Italia nel contesto europeo Stirpe ha ribadito la posizione di Confindustria sottolineando che: “Draghi si è espresso in un modo inequivocabile. L’Italia è un Paese europeista, da questo punto di vista penso sia inutile mettere in discussione questa vocazione. Siamo in Europa, deve essere il nostro punto di riferimento”.

Infine, in merito alle ipotesi su un possibile lockdown dovuto alla diffusione delle varianti, il Vice Presidente ha invitato a tenere i nervi saldi e prendere i provvedimenti valutando le conseguenze. “Un blocco generalizzato sarebbe difficile da digerire” – ha concluso il Vice Presidente.