Limitazioni orarie, distanziometri e misure distruttive non a tutela della salute. Tassazioni ormai alle stelle che soffocano un settore nevralgico e delicato dell’economia che produce il 4% del Pil nazionale e che oltretutto deve fare i conti con il grave fenomeno della ludopatia. Solo i “Gratta e Vinci”, prodotto monomandatario, senza l’intermediario tra il concessionario e la rivendita, è stato risparmiato dalle nuove norme fiscali particolarmente severe per gli altri giochi. Un comparto dell’economia ridotto ormai al lumicino che vede centocinquantamila lavoratori a rischio, mentre il gioco online non è stato oggetto di nessuna limitazione oraria.

Queste le principali motivazioni che spingeranno gli esercenti Sapar oggi pomeriggio, alle 14, a manifestare davanti a Montecitorio.

«Dalle ultime dichiarazioni del Ministro Luigi di Maio ci siamo resi conto che non a tutti è chiaro chi rappresenta l’esercito “Sapar”: 5000 piccole e medie imprese del settore con oltre 150.000 dipendenti. – dichiara il presidente “Sapar” Domenico Distante. – Siamo una fetta significativa di piccole e medie imprese di gestione degli apparecchi di intrattenimento, di baristi, di tabaccai, di sale giochi e di agenzie di scommesse che seguendo iter formativi importanti hanno messo impegno e risorse nel settore. Portiamo alla casse erariali un indotto di oltre 5 miliardi di euro. Siamo la parte buona e pulita di un settore troppo spesso mortificato e bistrattato. Il governo si vanta di aver aumentato le tasse ai concessionari, in realtà gli unici colpiti siamo noi piccoli gestori, peraltro già penalizzati da una fiscalità pesantissima e da norme che sono applicate in modo disomogeneo a livello territoriale. Tutte le misure adottate da questo governo hanno inferto un duro colpo al nostro settore, lasciando inspiegabilmente fuori i “gratta e vinci”».

Da mesi i“Sapar” chiede, inascoltata, un incontro con il Ministro di Maio per chiarire la propria posizione e per vedere riconosciuto il ruolo giuridico del gestore, il suo diritto al passaggio dei propri apparecchi da un concessionario all’altro e una tassazione sul margine.